Il Tirreno

Massa, un “villaggio” abusivo nascosto nel Pomario Ducale

di Claudio Figaia
Massa, un “villaggio” abusivo nascosto nel Pomario Ducale

Il Comune ripulisce lo storico giardino vicino al centro diventato una selva e viene alla luce un accampamento. Caruso: il Comune responsabile del degrado

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MASSA. E nel parco spuntò l’accampamento abusivo. Al Pomario Ducale, i lavori di pulizia del Comune avviati alcuni giorni fa hanno portato alla luce (letteralmente, perchè prima erano invisibili a tutti) i resti di un insediamento abitativo fino a ieri nascosto dalla vegetazione.

Il giardino del Pomario Ducale, area verde a ridosso del centro era ormai da anni diventata di foresta di sterpi e rovi alti anche sei metri. Bene, il lavoro di disboscamento, ha svelato che al suo interno c’era qualcuno che ci “abitava”. In un alloggio di fortuna realizzato sotto un folto albero con materassi, cucinino, con fornellino a gas e bombola, povere suppellettili, qualche gioco per bambino; un tetto di fortuna fatto di teli e cannicciato. Sì, qualcuno viveva lì, forse una o più famiglie – i giochi per i piccoli starebbero ad attestarlo – in una situazione di assoluto abusivismo e condizioni igienico sanitarie da brivido. E ci viveva fino a poco tempo fa, a vedere le condizioni del, chiamiamolo, arredamento: che sembra usato fino a poco tempo prima. Chi siano le persone che avevano dimora in questa casa di fortuna è per ora ignoto così come non si sa dove si siano adesso rifugiate. Dai residenti delle abitazioni vicine, poche informazioni: non sappiamo, non abbiamo mai visto, forse erano dei romeni... Ma a non sapere era, evidentemente anche il Comune. Che quando la casa è venuta alla luce ha sospeso i lavori in attesa della “bonifica” di quell’accampamento.

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Stefano Caruso, consigliere comunale di Italia Unica è stato il primo a scoprire questo emblema del degrado cittadino. E accusa: «A due passi dal centro, in una zona densamente abitata, con scuole e uffici oltre che abitazioni, c’era un accampamento abitato probabilmente da una famiglia di profughi o clandestini. E il Comune non sapeva niente. È il segno di come questa amministrazione sia incapace di affrontare la emergenza sociale sul territorio. La scoperta dell’accampamento richiama il principio del vetro rotto nel palazzo. Se c’è degrado e non viene risolto, senz’altro si troverà presto chi ne approfitterà, facendo aumentare il degrado fino a livelli insopportabili. E così per il Pomario, anni di abbandono e incuria hanno “autorizzato” quei poveracci a trasformare quel luogo nella loro abitazione».

Caruso non si lancia in anatemi di sapore razzista. Ma sottolinea: ricordate quando lo scorso novembre ci fu un allarme fuga di gas che portò all’evacuazione della scuola Bertagnini? La causa di quel forte odore non fu individuata (si pensò a un camion in transito). Io credo che possa essere stata la bombola ritrovata in quell’accampamento. Mi immagino cosa poteva succedere se fosse esplosa».

Caruso ha annunciato un’interpellanza sulla questione, per avere dal sindaco “chiarezza” sulla questione.

Sul Pomario interviene anche l’ingegner Carlo Milani di Italia Nostra che chiede all’amministrazione «di rispettare gli impegni». Il Piuss (piano di interventi di riqualificazione co-finanziato dalla Regione), ricorda Milani prevede la realizzazione di un parco pubblico nei giardini del Pomario. «Altre soluzioni che sono state ventilate, come quella di un parcheggio provvisorio, ci sembrano sbagliate, anche perchè accanto alla scuola Bertagnini ci sono spazi per 50-60 posti auto. Basta tirare giù un muro per realizzarli.

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