Il Tirreno

Giorgio Terruzzi ha vinto il Bancarella Sport ex aequo con Enrico Brizzi

di Riccardo Sordi
Giorgio Terruzzi ha vinto il Bancarella Sport ex aequo con Enrico Brizzi

Pontremoli, «Suite 200» racconta la notte in albergo di Ayrton Senna prima del tragico incidente

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PONTREMOLI. «Le dediche non servono a niente. Ma in questo caso voglio fare un'eccezione, dedico questo premio a Julies Bianchi, a tutti quei ragazzi che cadono e che non si rialzano».

Queste le prime parole di Giorgio Terruzzi quando ha alzato al cielo la statuetta del San Giovanni di Dio, patrono dei librai, simbolo della vittoria del Premio Bancarella Sport. Anzi di una vittoria a metà perchè il noto giornalista sportivo di Mediaset ha condiviso il successo con Enrico Brizzi (unico dei finalisti non presente alla serata finale) in uno spoglio delle schede che è stato palpitante fino all'ultimo. Infatti a due schede dalla fine il libro di Brizzi aveva due voti di vantaggio sul suo più diretto inseguitore che affidava alla lettura da parte del notaio la residua speranza di un ex aequo.

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Speranza che si è poi concretizzata in realtà con un lungo applauso da parte del pubblico di piazza della Repubblica che ha festeggiato così il coronamento dell'inseguimento da parte di Terruzzi (che già aveva vinto il Bancarella Sport nel 1992) nei confronti di Brizzi. Un ex aequo che al Bancarella Sport aveva un unico ma illustre precedente, quando nel 1982 due giganti della letteratura e del giornalismo come Dino Buzzati e Gianni Brera, si divisero il primo posto della 19a edizione del Premio. Un Bancarella che quest'anno ha deciso di premiare il mondo delle ruote: da una parte le quattro delle monoposto della F1 e dall'altro le due della bicicletta. Senna contro Pantani la velocità e l'adrenalina contro le salite mitiche del Giro ma anche la storia di un mezzo che fa parte della vita comune di tutta una nazione.

E così i due libri che hanno entrambi ottenuto 16 preferenze dei 69 voti espressi dai librai, raccontano due mondi differenti. Il libro di Terruzzi "Suite 200" (66th and 2nd) prende il nome dalla stanza d'albergo in cui Ayrton Senna passò la sua ultima notte. L'autore ha immaginato in questo romanzo, saggio, biografia, che il campione brasiliano, in quella lunga notte che ancora lo teneva appeso alla vita, abbia passato in rassegna la propria esistenza, tra i successi sportivi, le difficoltà nei rapporti con la propria famiglia e la sua immagine di eroe popolare soprattutto in Brasile.

"In piedi sui pedali" (Mondadori) è invece il racconto, autobiografico, del legame profondo tra Brizzi (noto per il bestsellers "Jack Frusciante è uscito dal gruppo") e la bicicletta. Mezzo simbolo di libertà, di autonomia, ma mezzo che diventa mitico quando viene utilizzato dai grandi campioni del ciclismo che hanno entusiasmato la fantasia. Dietro ai due libri vincitori si è posizionato con 13 preferenze "La grammatica del bianco" di Angelo Carotenuto (Rizzoli); poi con 10 voti "Senza paura" di Flavio Pagano (Giunti), con 8 preferenze "Io vi voglio bene assai" di Franco Esposito (Iuppiter), e apriamo una parentesi su questo storico giornalista e scrittore che negli ultimi cinque anni ha conquistato ben quattro volte la finale del Bancarella Sport senza mai arrivare a conquistare la "Coppa Campioni" come ha ricordato lui stesso con simpatica ironia. Ed infine con sei voti "Odiavo i velisti" di Cino Ricci e Fabio Pozzo (Longanesi).

A condurre la serata, il presentatore storico del Bancarella Sport, il giornalista Paolo Liguori, un legame ormai profondo con la "Citta del Libro" tanto che il sindaco Lucia Baracchini, nel rivolgere il suo saluto ai presenti, lo ha proposto per la "cittadinanza onoraria".

 

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