Italia
Massa, rifiuti ed erbacce: viaggio tra l'incuria dal centro a Marina
Ad Ortola l'area del parco pubblico è in completo abbandono
MASSA. Una città è come una casa. Magari il tetto è solido e non lascia passare una goccia, magari le fondamenta sono profonde e ancorano bene l’edificio, magari ci sono pure i pannelli fotovoltaici e l’impianto termino. Ma se la casa è sporca, se gli infissi sono mal messi, se il giardino è una boscaglia, beh qualsiasi ospite avrà la sensazione di trovarsi in un tugurio.
Ecco Massa è un po’ come quella villetta: l’amministrazione assicura di fare le cose che contano, di investire in opere che garantiscano sicurezza all’intero territorio, ma l’impressione è che incuria e sporcizia la facciano da padroni. Dal mare alla montagna, dalla prima periferia ai parchi pubblici. Basta fare due passi per averne la conferma: la città certo non si è messa il vestito della festa. Tutt’altro.
La prima periferia. Nulla da dire sulle vie del centro, quelle che oggi rientrano a pieno titolo nella zona a traffico limitato: pulite e ordinate. Ma se ti allontani di qualche centinaia di metri non puoi evitare incontri spiacevoli: cassonetti rotti con tanto di residui di rifiuti a fare da cornice, marciapiedi ko, erba che ha trovato a bordo strada il terreno ideale per crescere rigogliosa.
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Basta un salto in via Croce, dove adesso sorgono i 90 parcheggi a lisca di pesce o - perché no - in via Tecchie, la strada che collega il ponte Triste (anche quello non un esempio di pulizia) a quello parallelo, sull’Aurelia. Lì un decespugliatore non si vede da tempo immemore per non parlare delle bottiglie rotte, delle cartacce. E di un tombino divelto con tanto di acqua stagnante in bella mostra: a segnalare il pericolo ci pensa una transenna del Comune che gli automobilisti spostano spesso, a proprio piacimento. In via dei Margini, nel caso piovesse, non ci sono problemi: a bordo strada c’è pure un ombrello. Gli fanno compagnia vecchie maglie e le immancabili lattine. Entrambi i lati sono esempio di vegetazione spontanea. A due passi dalla Maternità e dalla centralissima via Turati. Centralissima perché lì le strisce sono blu, conferma che quella zona rientra a pieno titolo nel cuore pulsante della città. In via del Patriota, vicina all’Aurelia e alle poste, i rifiuti accanto al cassonetto sono la regola, neanche ci fai più caso.
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Aiuto, il parco è impraticabile. Fa caldo e una delle opzioni che prendi in considerazione per concedere - a te e ai tuoi bambini - un po’ di refrigerio, è il parco. Ad Ortola (tra via Foce e il retro del cimitero) ce n’è uno che gode di una posizione privilegiata: piante e un venticello degno dei paesi della prima montagna. Peccato per tutto il resto: i bimbi giocano tra la polvere perché l’erba è un miraggio e le partitelle a calcio si fanno tra i rifiuti: sfalci abbandonati e sacchetti del sudicio ad “adornare” le vecchie panchine; i cestini sono così pieni che carte e bottiglie finiscono a terra in cumuli di sporcizia. I giochini sono davvero malmessi, una della altalene (quelle con la protezione per i più piccoli) è rotta e inutilizzabile da mesi. Eppure quel parco è a servizio di frazioni popolose, eppure esempi di parchi che funzionano a meraviglia ci sono, basti pensare al parco degli Ulivi o a quello del Sacro Cuore (dati in gestione da Comune).
Marina e il lungo Brugiano. Non se la passa bene neppure Marina. Le vie centrali - ad onor del vero - sono pulite ed ordinate, come in città. E come in città basta fare qualche centinaia di metri per assistere al cambio di scenografia.
Certo, una buona dose di responsabilità ce l’hanno i massesi che, di fronte all’opportunità di lasciar cadere a terra una cartaccia, non si tirano indietro. Rimane il fatto che il parcheggio al Brugiano è un esempio di incuria: transenne a delimitarne una porzione, erba giallastra, rifiuti accatastati accanto ai cassonetti. E la passeggiata che porta al centro - realizzata solo qualche anno fa - è costellata di erba così alta che i bimbi le ochette del Brugiano non le vedono davvero, a meno che mamma e papà non li portino a cavalcioni. L’erba è cresciuta pure ai piedi dei nuovi cestini. Non sono in grande salute neanche i marciapiedi, lato mare, di piazza Pellerano: anche lì erba triste e buche dove prima sorgevano le piante. Non un ottimo cartellino da visita per una città che apre le porte ai turisti. Insomma, se non il vestito della festa, Massa ne indossi almeno uno pulito. Con l’impegno dell’amministrazione e dei cittadini perché è a loro che spetta il compito e l’impegno civile di mantenere in buona salute quello che il Comune rimette a nuovo.
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