Sicurezza
«Apuafarma, il buco ha altre origini»
L’ex vicepresidente Pollina attacca Volpi: «L’ammanco dei dipendenti è di 400mila euro e l’altro milione di rosso?»
CARRARA. «Un passivo di bilancio da 1.482.000 euro non può essere ricondotto all’ammanco di cassa di 400mila euro, distratti da due dipendenti, come sostiene l’amministratore unico Fabrizio Volpi. L’origine dei problemi di Apuafarma è da cercare in anni di gestioni sbagliate. Il Comune, poi, non possiede i mezzi finanziari per supportare adeguatamente i servizi sociali erogati dell’azienda».
Queste le parole di Riccardo Pollina, ex vicepresidente di Apuafarma e funzionario di supporto al suo settore farmaceutico, che ha dovuto lasciare la ditta lo scorso 19 febbraio, dopo soli 8 mesi di incarico, a seguito del cambio di statuto che ha messo la società nelle mani dell’amministratore unico Fabrizio Volpi, ultimo presidente della spa. Pollina, ex manager per l’Italia Centrale di un’importante casa farmaceutica, già candidato alle ultime amministrative nella lista di Carrara Futura, in cui è risultato primo dei non eletti, parla all’indomani dell’approvazione del bilancio di esercizio 2014 della municipalizzata che gestisce le farmacie comunali, i servizi cimiteriali e le mense scolastiche, chiuso con la perdita di quasi un milione e mezzo di euro.
«Apuafarma -attacca- dal punto di vista organizzativo è indietro di 10 anni».
Il bilancio, però, conterrebbe anche un dato positivo, non divulgato a sufficienza. «Nel 2014 -spiega- le farmacie comunali hanno registrato un 1,5% di fatturato rispetto al 2013 e un utile di 400mila euro. Con un’organizzazione migliore, esse potrebbero rendere ancora di più. Questa è la parte buona di Apuafarma». Pollina condivide il merito di tale risultato con Anna Teneggi, responsabile del settore farmaceutico dell’azienda, definendola “una persona qualificata e una gran lavoratrice”. L’ex vicepresidente ricorda poi altri aspetti positivi del suo operato in Apuafarma.
«Io e la dottoressa Teneggi -racconta- volevamo introdurre grandi novità, come la scheda di valutazione, fondamentale per un’azienda, la formazione professionale, l’inserimento degli obiettivi da raggiungere per ogni farmacia, la costruzione di un nuovo forno crematorio al cimitero di Turigliano, l’apertura di ambulatori a Marina, da collocarsi nei locali vuoti ubicati nel complesso che ospita anche la farmacia comunale di via Fiorillo, così da renderla più concorrenziale rispetto a quelle private».
Progetti che, però, secondo Pollina, sarebbero naufragati dopo la sua uscita dalla società, conseguente all’azzeramento del consiglio di amministrazione. E proprio su quest’ultimo punto l’ex vicepresidente ha voluto togliersi qualche “sassolino” dalla scarpa, criticando duramente sia Volpi che il sindaco Angelo Zubbani, che ritiene responsabili del suo “siluramento”.
«L’interesse di Volpi -afferma Pollina- non è mai stato il bene dell’azienda, ma unicamente quello di mettersi in mostra, per diventarne amministratore unico, cosa che alla fine gli è riuscita, grazie all’appoggio del primo cittadino. Ma la nomina a questa carica avrebbe avuto senso solo in presenza di un accorpamento di tutte le municipalizzate, ancora di là da venire. Penso che un cda, se lavora bene, possa affrontare davvero i problemi. Io sono entrato in Apuafarma per i miei meriti di curriculum, Volpi, invece, solo per motivi politici ed il potere politico, si sa, è più forte della competenza».
Secondo Pollina l’attuale amministratore unico sarebbe stato “abile nel prendersi meriti non suoi”, sia per la gestione della ditta che nella “scoperta” del buco da 400mila euro. «Non è stato Volpi a scoprire l’ammanco -sostiene- ma il nostro informatico. Quel giorno ero presente anch’io. All’inizio il buco pareva di soli 15mila euro, ma poi, risalendo all’indietro, fino al 2008, abbiamo scoperto la verità».
I due dipendenti responsabili dell’ammanco sono stati subito licenziati e denunciati alla Procura. «Ma -si chiede Pollina- perché nessuno ha provveduto a rimuovere anche chi, nel corso degli anni, avrebbe dovuto effettuare puntualmente questi controlli? E’ ingiusto che a pagare sia stato il direttore Francesco Buffoni, costretto a dimettersi».
Molto severo anche il giudizio sul sindaco. «Zubbani -ha concluso l’ex vicepresidente- è quello che mi ha deluso di più, per le troppe promesse non mantenute. Alle ultime elezioni comunali io lo ho sostenuto attivamente, candidandomi nella sua lista, ma oggi mi guarderei bene dal rifarlo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
