Sicurezza
Analisi ok, via libera a bagni e nuotate alla Partaccia
Revocato il divieto di balneazione nei 23 stabilimenti di Partaccia. Controlli a tappeto del Comune sugli allacci fognari
MASSA. I bagnini non hanno perso tempo e in un batter d’occhio hanno tolto i cartelli di divieto, affissi in 23 stabilimenti di Partaccia. E' ufficiale: il bagno si può fare, gli Escherichia Coli non nuotano più nelle acque di fronte ai campeggi. Parola di Arpat. E, analisi alla mano, il sindaco Volpi ha emesso una nuova ordinanza per revocare il divieto di balneazione nel tratto compreso tra la foce del Lavello e il bagno della Croce Rossa. Via libera, quindi, alle nuotate rinfrescanti e un bel sospiro di sollievo per gli operatori turistici.
Ricevuta la notizia della non balneabilità delle acque, nei giorni scorsi, il Comune ha infatti chiesto - glielo permette la legge - nuove analisi. Il nuovo prelievo è stato effettuato giovedì mattina, servono però 48 ore per accertare, in base alla riproduzione dei microorganismi in coltura, la presenza dei batteri. Venerdì mattina, l’agenzia regionale di protezione ambientale ha annunciato all’amministrazione che dei colibatteri non c’era ombra, sono trascorse le successive 24 ore e la scienza ha confermato: l’acqua è nei parametri previsti dalla legge, addio divieti.
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E adesso Palazzo civico ha avviato tutti le procedure per rintracciare - e se possibile rimuovere - la causa dei colibatteria. Imputato lo slargo che, per il continuo apporto di sabbia, si è formato spontaneamente di fronte alla foce del Lavello. Venerdì pomeriggio, infatti, i vigili urbani hanno verificato le condizioni igienico-sanitarie di quel tratto di arenile per evitare future contaminazioni e rischi per la balneabilità. Visto che proprio in prossimità di quella spiaggia si trova il punto di campionamento Arpat per l’intero arenile di Partaccia. Se l’acqua non va bene lì - per chiarire - il divieto scatta in tutti e 23 gli stabilimenti. «Tutte le procedure - garantisce Uilian Berti, assessore competente in materia - sono state attivate. E visto che l’acqua depurata all’impianto del Lavello rispetta i parametri, stiamo verificando che non ci siano stati sversamenti o allacci abusivi di fognature nere alla rete fognaria bianca. E tutto questo - conclude Berti - a garanzia della salute dei cittadini e dei turisti e del lavoro degli operatori di settore».
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