Il Tirreno

«Primo, liquidare la Progetto Carrara»

«Primo, liquidare la Progetto Carrara»

I sindaci revisori licenziano il bilancio di previsione ma raccomandano di agire sulle partecipate

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CARRARA. Il bilancio di previsione 2015 incassa il parere favorevole dell’organo di revisione che però lancia l'allarme: la liquidazione della Progetto Carrara non è più differibile.

Le note dolenti dei conti di Piazza Due Giugno sono, purtroppo sempre le stesse: lapideo e partecipate. In particolare per quanto riguarda le aziende controllate dal municipio Gianluca Barbieri, Andrea Pasquini e Marzia Grassi, i tre dottori commercialisti che compongono l’organo di revisione, lanciano un vero e proprio appello per una liquidazione urgente della Progetto Carrara: ricordando che l’ente ha approvato il 31 marzo 2015 il piano operativo di razionalizzazione delle partecipate, i revisori «raccomandano il Consiglio di dare tempestivamente seguito a quanto previsto nel piano, e cioè di “avviare in tempi brevi la procedura di liquidazione della società”».

Un provvedimento che il collegio definisce «non più differibile anche alla luce delle reiterate perdite che la società ha conseguito negli ultimi esercizi». A questo si aggiunge la preoccupazione per la questione delle riserve chieste per la realizzazione della Strada dei Marmi: «Dal momento in cui si definissero gli eventuali importi a favore della società esecutrice dei lavori, alla luce della convenzione tra Ente e Progetto Carrara, l’Ente dovrà provvedere a trovare le necessarie coperture».

E in questo caso si parla di una cifra non certo trascurabile, che potrebbe aggirarsi sui 4 milioni di euro.

Restano poi «le incertezze relative agli introiti del settore lapideo, più volte evidenziate – scrive il collegio – nelle precedenti relazioni».

Il gettito per il 2015, afferma la relazione, è stato previsto «prudenzialmente sulla base di quanto accertato nel 2014 nonostante sia stata approvata la nuova legge regionale toscana numero 35 (…) e siano state adottate le delibere di giunta e di consiglio con le quali sono state fissate tariffe per il 2015 (…) che risultano stabilite in misura complessivamente superiore all’attuale». I revisori prendono dunque atto dell’aumento delle aliquote (la somma tra contributo e canone è passata dal 13,25% al 15% con un aumento del 1,75%, ndc) ma, scrivono «permangono comunque tutte le problematiche a causa delle quali tale gettito non può assumere le necessarie e auspicabili caratteristiche di certezza, indispensabili per mettere in sicurezza il bilancio comunale».

Sul fronte delle buone notizie, il collegio evidenzia che «l’ente può proseguire negli anni 2015, 2016 e 2017 gli obiettivi di finanza pubblica», come a dire che per l’anno in corso e i due successivi l’amministrazione carrarese rientrerà nei vincoli del patto di stabilità.

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