Il Tirreno

Massa, sul mercato le categorie alzano la voce

Confesercenti insoddisfatta. E Confcommercio: vogliamo capire se ci sono modifiche alla mappa

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MASSA. Pierpaolo Pucci, presidente di Anva Confesercenti, è diretto: «La mia valutazione del trasferimento ad ottobre è negativa. Negativa - spiega - perché non offre soluzione ai problemi prospettati. Noi avevamo chiesto di rimandare qualsiasi scelta al 2017 e di utilizzare i mesi che ci separano da quella data per definire un progetto e una collocazione del mercato condivisi con l’amministrazione. Non dimentichiamo - rincara Pucci - che l’80% degli ambulanti è contrario al trasloco: partecipare alle scelte e contribuire alla nuova collocazione, in attesa del 2017, li avrebbe aiutati a “digerire” il trasferimento».

Pucci lo ha detto e lo ribadisce: «In ballo c’è la nostra sopravvivenza. La crisi morde ancora, la ripresa nel commercio ambulante non c’è, gli incassi sono ridotti. In centro - e torna sul futuro mercato - ci saranno banchi di serie A davanti a cui transiterà l’80-90% dei clienti e banchi di serie B davanti a cui passerà una percentuale minima di acquirenti. È un’ipotesi che danneggia il settore».

Più prudente sulla valutazione Roberto Cattaneo, presidente di Fiva Confcommercio. Prima di esprimersi vuole valutare l’atto di giunta nel dettaglio. Perché - e lo ricorda - Confcommercio crede che il rientro nel cuore della città possa essere una soluzione positiva. Contesta, però, la collocazione dei banchi, la distribuzione non omogenea. Cattaneo accoglie i due mesi di rinvio come la conferma di un fronte di dialogo aperto con l’amministrazione e rimanda i giudizi ad un secondo momento quando conoscerà, appunto, gli aspetti di dettaglio.

Confcommercio, infatti, nei giorni scorsi ha sollevato perplessità non soltanto sulla distribuzione dei banchi, ma anche sullo spazio di sette metri destinato dall’amministrazione a ciascun ambulante. L’associazione di categoria spiegava che molti operatori hanno investito in camion nuovi, di oltre 10 metri che nel mercato in centro risulterebbero inutilizzabili. Critiche dure anche sulle graduatorie. Graduatorie su cui alcuni operatori (in autonomia rispetto alle associazioni) hanno persino presentato un esposto.

Insomma, quello di Confesercenti è un “no” secco, Confcommercio, invece, vuole capire quante delle sue osservazioni siano state accolte dalla giunta. Quante e quali - eventualmente - respinte.

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