Il dolore
Uilian Berti: e io rinuncio alla villetta
Il vicesindaco toglie il terreno di suo papà dalla lottizzazione
MASSA. Cosa pensereste se vi dicessero che il terreno dei genitori di un assessore, anzi del vicesindaco di Massa, è, in base al nuovo Regolamento urbanistico steso dalla giunta Volpi, lottizzabile, ossia ci si può costruire una villetta? Beh, forse vi indignereste, qualcuno di voi griderebbe al “sono tutti uguali”; se foste dell’opposizione potreste costruirci un caso politico.
Uilian Berti, che è assessore è vicesindaco, queste cose le sa bene. E sa anche, lo ha scoperto da poco nelle carte del Regolamento urbanistico – dice – , che suo padre è proprietario di un appezzamento di terra nella zona di Ronchi Poveromo, un’area che rientra fra quegli “ambiti di trasformazione” in cui, in base al nuovo Regolamento urbanistico in discussione da ieri in consiglio comunale, è possibile costruire villette monofamigliari o ristrutturare edifici esistenti per pari volumetria. Che fare, allora?
Berti ha scelto la strada più radicale (mostrando, fra l’altro, che politici e amministratori non sono tutti uguali): ha chiesto formalmente agli uffici comunali di togliere quel terreno dall’elenco dei lotti in cui è consentita l’edificazione. Ha rinunciato, cioè alla possibilità di poter costruire su quel lotto e, quindi, di valorizzarlo. Spiega il vicesindaco: «L’ho fatto perchè intendo operare nella massima trasparenza e per allontanare qualsiasi sospetto di conflitto di interessi. Pensavo che quel terreno i miei genitori lo avessero ceduto. Mi sono reso conto, leggendo le carte del Regolamento, che non era così, che il terreno è ancora di proprietà di mio padre e che rientra in questi ambiti di trasformazione. E subito ho presentato agli uffici dell’Urbanistica la richiesta di stralciare il lotto di mio padre dall’ambito».
Uilian Berti ha anche chiesto un parere al segretario generale del Comune. Il responso è stato che, in qualità di assessore non voterà il Regolamento urbanistico, cosa di competenza dei consiglieri comunali e che, dunque, non si trova formalmente in una posizione di conflitto di interessi.
«Ma anche se è tutto perfettamente legittimo, anche se non c’è evidentemente nulla di illecito o di poco chiaro – dice Berti – ho voluto sgombrare il campo da ogni illazione. I miei genitori rinunceranno alla villetta».
Nei giorni scorsi era stato il consigliere di Articolo Primo Simone Ortori a fare un outing simile: aveva dichiarato pubblicamente che l’abitazione di sua nonna a San Carlo è inserita nell’ambito degli ex alberghi e ha chiesto – così come ha fatto il vicesindaco per il terreno di Poveromo – lo stralcio di quel lotto agli uffici urbanistici. Un segnale anche per altri consiglieri che si trovano in situazioni analoghe.(c.f.)
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