Il Tirreno

Sì alla perizia psichiatrica per il duplice omicida di Natale

di Claudio Figaia
Sì alla perizia psichiatrica per il duplice omicida di Natale

Massa, svolta in aula : la corte d’assise che in precedenza aveva respinto la richiesta ora l’ accoglie. Un esperto per valutare se Andrea Mazzi quella notte “era in sè”

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MASSA. Cambia verso il processo in corte di assise per il duplice omicidio di Natale: la giuria ha accolto la richiesta della difesa di Andrea Mazzi di disporre una perizia super partes per stabilire se il giovane, quella notte di sangue, era in pieno possesso della facoltà di intendere e di volere. L’incarico è stato affidato al professor Leonardo Moretti dell’università di Genova che sarà lunedì in aula in un’udienza specifica per il conferimento dell’incarico e per la nomina dei consulenti di parte che pm e parti civili potranno disporre.

Una svolta importante, che potrebbe cambiare il destino dell’imputato. Compito del professor Moretti sarà principalmente quello valutare se le ipotesi avanzate dai consulenti della difesa – cioè che Mazzi abbia una personalità disturbata, caratterizzata da un disturbo esplosivo, tale da fargli avere reazioni violente, ma occasionali, nettamente sproporzionate rispertto alla realtà. In altre parole: il ragazzone ha accoltellato a morte Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria, una dopo averla inseguita, infierendo su di loro, perchè in quel momento “non c’era con la testa”, era assolutamente fuori di sè. Se lo studioso traccerà un quadro che avvalora questa ipotesi e consegnerà ai giurati una perizia che “attesta” la parziale incapacità di intendere e di volere dell’imputato, ebbene questo sarà un fatto che peserà sul giudizio finale. Vero, tuttavia, che la sua analisi potrebbe portare a risultati diversi, a riconoscere cioè che l’omicida fosse in realtà consapevole e cosciente della sua azione. E in quel caso, la difesa avrebbe senz’altor un’arma in meno.

La pubblico ministero Rossella Soffio si è opposta con fermezza e passione alla ammissisone di questa nuova fonte di prova. Sostenendo che non vi fossero i presupposti per chiedere a un esperto se Mazzi fosse quella notte nel pieno delle sue facoltà psichiche, visto che, a suo avviso il quadro emerso mostra l’azione di un omicida che “voleva” uccidere. Le parti civili si sono associate al no della pubblica accusa. La corte di assise si è dunque riunita e dopo una buona mezz’ora di camera di consiglio è uscita con il “verdetto”: sì alla perizia psichiatrica.

Gli avvocati Enzo Frediani ed Elena Tongiani, che difendono Mazzi, avevano presentato una richiesta di sottoporre l’imputato a perizia psichiatrica nell’aprile scorso, in una delle prime udienze. La corte d’assise però, non accolse, allora, la richiesta. «Allo stato delle cose non si farà», precisò all’uscita dall camera di consiglio il presidente della corte Giovanni Sgambati. Una postilla significativa: la perizia per ora non si farà, voleva dire; prima verranno sentiti due specialisti che hanno visitato Mazzi subito dopo l’arresto e se emergeranno fatti che possono fare intendere una sua incapacità di volere al momento del duplice delitto, allora verrà nominato un perito. E così è stato. Le deposizioni dei due psichiatri chiamati dalla difesa, il professor Giulio Perugi dell’Università di Pisa e il professor Mario di Fiorino dell’Asl Versilia, pur non risultate decisive – le parti civili hanno cercato con un certo successo di mettere in evidenza la parzialità della ricostruzione fatta dai consulenti – hanno avuto l’effetto di ingenerare nella giuria il dubbio che forse davvero Mazzi possa avere agito in preda a un raptus a sua volta determinato da una precisa patologia di ordine psichiatrico. E alla seconda richiesta della difesa hanno ammesso la perizia.

Il processo avrà dunque uno stop: il professor Leonardo Moretti dovrà visitare Mazzi, ascoltarlo, leggere atti e cartelle cliniche prima di dare il suo responso. La previsione è che il suo complesso lavoro sarà terminato soltanto verso la fine di settembre. A quel punto il dibattimento potrà ripartire e la sentenza sarà a quel punto vicina.

 

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