Il Tirreno

No alla fusione fra Marina e La Spezia

di Cinzia Carpita
No alla fusione fra Marina e La Spezia

«Ci sono lobby favorevoli»: Filt Cgil toscana e apuana contro l’accorpamento della Port Authority. Frecciate anche alla Porto spa

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CARRARA. Battaglia sindacale contro il disegno ministeriale di accorpare la Port Authority di Marina con quella della Spezia, e più in generale un no al piano di riforma della portualità. La Filt Cgil regionale con i suoi vertici è venuta a Marina, dove ieri, proprio nella sede dell’Autorità portuale ha incontrato i sindacalisti apuani, e rappresentanti di Fit Cisl e Uilt.

Pressante la richiesta che si esprima la Regione Toscana, circa la prospettiva che la Port Authority di Marina finisca per essere un giocatore in panchina rispetto alla Spezia che avrebbe la sede dell’ente. L’obiettivo sindacale è quello di salvaguardare il sistema toscano Livorno-Marina-Piombino, seppure andrebbe rivisto dato che Livorno dal punto di vista commerciale è in crescita con i traffici mentre Marina registra un segno meno. A tale proposito sono state lanciate frecciate, dai rappresentanti sindacali locali, ai vertici della Porto spa, per la politica portuale in atto.

Mentre il giudizio del tutto negativo sull’accorpamento delle Authority di Marina e La Spezia poggia anche sul convincimento della Filt, che ci siano «lobby locali e nazionali» che puntano a questo obiettivo. Una situazione - è stato detto nell’incontro - che non fa stare tranquilli i lavoratori. Riccardo Barontini (Filt regionale- porti) parte subito col dire che i sindacati non sono stati coinvolti nell’elaborazione della riforma della portualità, nonostante che il tema sia sindacalmente importante. «Non accettiamo indirizzi che prevedono accorpamenti, fusioni di Port Authority – ha detto Barontini – senza uno studio economico geografico, senza tenere conto dei finanziamenti europei. Vogliamo provocare una discussione. Siamo convinti che questo territorio non voglia essere colonizzato, e come Toscana non intendiamo regalare parte del territorio». Parla di un documento unitario regionale Filt, Fit eUilt per operare insieme. C’è stato un incontro sindacale col ministro Del Rio che avrebbe espresso aperture, ma i sindacati stanno prudenti. «E poi occorrono riscontri – ha incalzato Simone Angella (Filt Livorno) – su lavoro, sicurezza, formazione. Attendiamo il prossimo incontro col ministro.

Domenico Ciavarella delegato Filt della Port Authority di Marina, è sulla stessa linea: «Per i lavoratori non vediamo una grande opportunità se ci accorpano con La Spezia, saremo residuali». E critica anche la situazione locale: «Qui non c’è una politica portuale. Chi è andato in pensione è stato sostituito da altri lavoratori dell’indotto. Ci sono lobby favorevoli all’accorpamento con Spezia. Ma come la mettiamo con il piano regolatore del porto di Marina?». Dubbi anche da parte di Angelo Fruzzetti segreterio provinciale della Filt : «Per il territorio il porto è fondamentale ma se la “testa” sarà alla Spezia? E qui manca una politica portuale. Siamo molto preoccupati, nei primi tre mesi dell’anno abbiamo perso il 15% di movimento merci rispetto al 2014. Eppure col Nuovo Pignone e il piazzale Città di Massa ci sono elementi per incrementare la movimentazione, per dare valore aggiunto al porto». Un “no” secco all’accorpamento con la Spezia: «Non vogliamo essere un porto in panchina, un porto di riserva rispetto alla Spezia. Dobbiamo fare una battaglia per restare in Toscana». Claudio Picchiottino (Filt Livorno) sottolinea la distonia commerciale fra Livorno (+ 37%) a Marina (meno 15%), ma per dire che la sinergia fra le tre Autorità toscane potrebbe essere migliorata. «Cosa ne pensa la Regione Toscana? Si esprima, prenda posizione». Daniele Quiriconi (Cgil toscana) pensa che si dobbano muovere le associazioni di categoria. Gianluca Vianello (Uil trasporti) invita la politica nazionale e regionale a salvare il sistema toscano delle 3 autorità portuali insieme. «No allo spacchettamento – ha detto come segreteria regionale Filt Gianfranco Conti. – Occorre dare risposte ai lavoratori del porto di Carrara che sono preoccupati».

Il segretariop provinciale della Cgil, Paolo Gozzani è partito dall’area di crisi, dal protocollo d’intesa che deve diventare accordo, dell’asse della logistica che include il porto, di «spazi incredibili sul territorio, ma vincolati da fallimenti, bonifiche e usi speculativi». Ha parlato dei venti che spirano sul porto: «C’è un monopolio» (una sola impresa, la Porto di Carrara spa), e «ci sono le concessioni a Nca» verso cui non ha espresso giudizi teneri. E’ convinto che localmente ci sia chi spinge per l’accorpamento con La Spezia, mentre il sindacato naviga in direzione opposta. «Vogliamo consolidare il territorio, ma per ora non percepisco segnali né provinciale né regionali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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