Gioco
Via Fescione, una vita fra i liquami
In 349 firmano un appello al sindaco: vogliamo le fognature. Problemi anche a Poveromo e Zecca. Gaia stanzia risorse
MASSA. «Bastano due gocce d'acqua e i nostri giardini si riempiono di liquami. Ora basta: vogliamo essere trattati da cittadini come tutti gli altri, perché lo siamo». Quando Emore Biagi, residente in via Fescione, parla, lo fa a nome di 349 persone. Quelle che hanno sottoscritto l'appello, indirizzato al primo cittadino di Massa, Alessandro Volpi, con una richiesta: che quella zona (Fescione-Poveromo) venga finalmente dotata di fogne nere.
Lo avevano già chiesto nel 2011, con tanto di raccolte firme, e decine di altre volte nel corso degli anni con lettere, reclami, foto. «Se fossero acque bianche non ci sveneremmo tanto – chiarisce Biagi – ma il punto è che sono liquami. Che sono poi quei liquidi che escono dai gabinetti delle abitazioni. Viviamo in mezzo ai liquami, ai topi, agli insetti attirati dagli escrementi». Un problema che peraltro riguarda anche la costa, dal momento che i liquami non convogliati nelle condotte e quindi non diretti al depuratore, arrivano direttamente a mare causando divieti di balneazione a intermittenza per una concentrazione eccessiva di Escherichia coli in acqua. «Io non faccio fare a mia figlia il bagno in quello che produciamo», interviene Sabrina Dal Porto, altra firmataria della perizione al sindaco.
Qualcosa, in verità si è mosso in questi mesi: la Regione Toscana ha finanziato una serie di interventi, tanto nel litorale apuano quanto in Versilia, per un complesso di interventi relativi alla costruzione di fognatura e depurazione per circa 43 milioni di euro, con un contributo complessivo della Regione di 5,1 milioni di euro per la balneabilità. A dover realizzare le fognature però è Gaia Spa, la società pubblica che gestisce acquedotti e impianti fognari della Toscana del Nord la quale ha già inserito nel piano triennale interventi nelle zone di Poveromo e de La Zecca, altra zona priva di fogne nere. Fino a oggi la società aveva i crediti bloccati e gli investimenti pure. Adesso le banche hanno riaperto i rubinetti e Gaia potrebbe iniziare i lavori, anche in vista dall'apertura del depuratore dell'ex Cersam. Il comitato di cittadini chiede quindi un'accelerazione dei tempi.
«Un'altra stagione di pioggia non la reggiamo – commenta Piero Bruni – Questo terreno non drena, la falda è vicinissima, basta poco che si riempia di liquami». «Io – aggiunge Giuseppe Egrotelli – ho speso anche sei mila euro per fare un pozzo Imhoff. Soldi buttati via perché i liquami continuano a uscire. E cosa faccio io? Prendo la pompa e butto tutto fuori». «Che poi è un po' quello che fanno tutti – continua Biagi – Si scarica nel terreno del vicino, che scarica in quello del vicino. Ci sopportiamo finché non scoppia la guerra». Ad aver sottoscritto l'appello sono i residenti di via Fescione, via San Cristoforo, via Poveromo, via Volpina, via Dei Loghi, via Pozzuoli e via Gregge. A intervenire del Comune è il consigliere di Prc, presidente della commissione ambiente, Nicola Cavazzuti: «la situazione dell'area si sta facendo insostenibile. - dice -Gli abitanti sono costretti a sopportare condizioni forse impensabili nel 2015. Gli incontri che il comitato ha avuto con il sindaco sono stati proficui e qualcosa effettivamente si è mosso, anche in relazione alle mutate condizioni finanziarie di Gaia. Spetta proprio a Gaia, a questo punto, rendersi conto che tutta l'area del canale Fescione che si estende fino a Poveromo, non può aspettare ulteriormente e gli abitanti, finalmente, devono avere la possibilità di allacciare le proprie abitazioni alle fognature nere attraverso la realizzazione del piano di investimento già previsto per la zona. Come consigliere continuerò ad insistere nelle sedi opportune fino a che il progetto trovi la sua realizzazione».
Melania Carnevali
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
