Proteste
Ripascimento Turimar, ora la spiaggia è off limits
Massa, divieto tecnico in attesa della conclusione dei lavori per riportare la sabbia I tecnici: operazione autorizzata e la torbidità non incide sulla qualità delle acque
MASSA. La scorsa notte i camion sono tornati davanti alla ex colonia Ettore Motta e le ruspe hanno riacceso i motori. Proseguono le operazioni di ripascimento in notturna: la sabbia dragata dalla foce del Frigido e raccolta sull’argine destro del fiume, finisce sui cassoni di grossi camion e raggiunge il tratto di litorale, ad un paio di chilometri di distanza, in concessione alla Turimar e l’adiacente spiaggia libera comunale.
Operazione che ha mandato su tutte le furie i bagnanti. Ecco allora che l’amministrazione - nonostante il ripascimento sia in fase di conclusione - ieri decide di imporre un divieto tecnico di balneazione (non si entra in spiaggia e non si fa il bagno). Vale a dire un divieto che nulla ha a che vedere con qualità delle acque o presenze di batteri, ma piuttosto con la sicurezza della balneazione per i lavori in corso. Questa mattina il ripascimento dovrebbe concludersi e nel tardo pomeriggio di oggi Giovedì 16 - forse anche prima - il divieto dovrebbe, quindi, essere revocato. In ogni caso su quel ripascimento si pronuncia anche l’Arpat: l’agenzia regionale per la protezione ambientale è stata chiamata in causa dai bagnanti. Chi è abituato a frequentare quel tratto di arenile contesta l’intervento di ripascimento, sostiene che abbia snaturato una zona ciottolosa per fare una distesa di sabbia, ma soprattutto ritiene che tra il materiale dragato dal Frigido e utilizzato per ripascere sia finito anche qualche rifiuto, con tanto di ferri arrugginiti e sporcizia. Ecco, quindi, il coinvolgimento di Arpat: i tecnici ieri mattina sono arrivati davanti all’ex Motta ed hanno effettuato i campionamenti.
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L’Agenzia, in attesa delle analisi e dei risultati, assicura, però, che l’operazione è stata regolarmente autorizzata dalla Provincia con decreto 2056 del 2015. L’Arpat spiega inoltre - in una nota tecnica - che la torbidità delle acque non è un parametro di qualità delle acque. Vale a dire: l’arrivo di sabbia, può modificare il colore dell’acque e alterarne la limpidezza, ma non incide sulla salute del mare. Ecco perché nel tratto di litorale il contestato ripascimento ha fatto scattare un divieto tecnico (per lavori in corso) e nulla di più.
Altra questione, invece, i 200 metri di spiaggia delimitata dalla rete arancione: quell’area deve essere bonificata perché negli anni ’60 è stata destinata a discarica di inerti. Il progetto è già pronto, sulle scrivanie dell’amministrazione, ma per realizzare la bonifica servono 300.000 euro. E la sfida è trovarli.
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