La protesta
Panini o spugne? No, piccoli cumuli di schiuma. I tecnici li analizzano
Angela Porta li descrive come una miriade di panini bianchi, panini ancora da infornare - aggiunge per rafforzare il concetto. Un’invasione, ieri mattina, nello specchio d’acqua tra la Turimar e la...
Angela Porta li descrive come una miriade di panini bianchi, panini ancora da infornare - aggiunge per rafforzare il concetto.
Un’invasione, ieri mattina, nello specchio d’acqua tra la Turimar e la scogliera dell’amore. «Erano da poco passate le 9.30 quando ho visto puntini bianchi galleggiare all’orizzonte. Ho pensato, e come me molti altri bagnanti, che si trattasse di gabbiani. Poi quei punti sono diventati più grandi e, una volta vicini alla riva, mi sono resa conto che non si trattava affatto di gabbiani. Sembravano - sintetizza - panini, morbidi e bianchi, ancora da infornare». Tanto che la signora raccoglie le sue cose e se ne va. Così fanno anche parecchie persone che si stanno godendo qualche ora di relax in riva al mare. Qualcuno ipotizza che una barca, ormeggiata al largo, abbia gettato in mare tutto il pane avanzato.
I tecnici dell’Arpat, ieri mattina, su quel tratto di litorale apuano già ci sono: stanno facendo i campionamenti davanti alla ex colonia Ettore Motta, dove è in corso il ripascimento. Ed estendono le analisi anche nella zona di avvistamento “dei panini”. Panini che, a qualcuno paiono, invece, spugne.
Probabilmente, invece, si tratta di piccoli cumuli di schiuma, un effetto borotalco dovuto forse allo stesso ripascimento e al fatto che la sabbia con granulometria inferiore risalga in superficie in piccole “pagnotte” appunto. Insomma, i granelli di diametro più piccoli generano una schiuma che sale in superficie .In ogni caso a chiarire definitivamente la natura del fenomeno saranno i risultati delle analisi effettuate dalla agenzia regionale di protezione ambientale.
Risultati che saranno resi pubblici a breve.
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