Il Tirreno

Marconi papabile per l’Unione

Marconi papabile per l’Unione

Torna a farsi forte la candidatura del s indaco di Bagnone all’Ente dei Comuni

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AULLA. Torna sulla breccia il nome del sindaco di Bagnone, Carletto Marconi, appartenente al Partito Democratico, come futuro presidente dell'Unione di Comuni montana della Lunigiana al posto di Cesare Leri, sindaco di Comano e segretario provinciale del Partito democrarico.

In attesa di una riunione, a quanto pare decisiva, del Partito Democratico, in programma per stasera, le indiscrezioni delle ultime ore vanno nella direzione di una salita delle quotazioni per il primo cittadino di Bagnone nella votazione fra i sindaci in seno all'Unione di Comuni, fissata per sabato prossimo, 18 luglio.

Ricordiamo che il nome di Marconi era già uscito pubblicamente su queste pagine, ma lo stesso Marconi si era chiamato fuori dalla corsa alla successione di Leri una decina di giorni fa.

Dichiarazioni che erano parse semplice tattica a chi mastica pane e politica.

Infatti, ora Carletto Marconi non nasconde che il proprio nome «è uno di quelli ipotizzabili, essendo io un sindaco del Pd e di un Comune sotto i 3mila abitanti».

Sottolineatura quanto mai appropriata quella del sindaco Carletto Marconi, visto che un accordo non scritto prevede che a diventare presidente debba essere un sindaco di un Comune sotto i 3mila abitanti e Bagnone rientra fra questi.

Però Marconi, se diventerà presidente, potrebbe non godere né del voto unanime dei sindaci né addirittura del suo partito.

Infatti, i soliti bene informati sottolineano che a Marconi potrebbe venire a mancare il voto di un sindaco Dem importante come Enzo Manenti, primo cittadino di Licciana Nardi, mentre ad appoggiare la sua candidatura potrebbero essere i sindaci di Filattiera, Annalisa Folloni (Sel), e di Podenzana, Riccardo Varese (socialista).

Invece, pare essere definitivamente tramontata la candidatura del sindaco di Mulazzo, Claudio Novoa, che fa capo alla componente rossettiana del Pd, proprio per il fatto che, come abbiamo più volte sottolineato in passato, ci sarebbe un problema di incompatibilità insormontabile con il suo impiego lavorativo alle dipendenze del Gal (Gruppo di Azione Locale) della Lunigiana, società consortile a responsabilità limitata che si occupa della gestione di fondi europei.

Sono lontani, perciò, i tempi in cui il Partito democratico esprimeva ben 12 sindaci in Lunigiana: da qui la situazione di impasse che si è determinata e il fatto che Carletto Marconi potrebbe essere un presidente eletto con una maggioranza risicata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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