Sicurezza
Addio a Marcello innamorato dei monti apuani
Domani a Melegnano i funerali di Turconi, 33 anni gestore del rifugio Conti. Il drammatico racconto della tutor
MASSA. La notizia rimbalzata nel cuore della sera, lo choc e la corsa verso la Toscana. I familiari di Marcello Turconi (i genitori e un fratello più piccolo) sono scesi a Massa per riprendersi il loro congiunto e vegliarlo nella natìa Melegnano, cittadina alle porte di Milano.
I funerali del giovane gestore del rifugio Conti sulle Alpi Apuane, morto dopo aper una serie (almeno tre) di traumi fatali, precipitando dalla piazzola di atterraggio dell’elisoccorso vicino al rifugio, si terranno domani pomeriggio, in orario da definire, nella chiesa del Giardino di Melegnano, il quartiere dove Turconi viveva prima di trasferirsi. Poi, sarà seppellito nel cimitero comunale, senza far più ritorno nella sua terra adottiva.
Un rapporto profondo quello tra Marcello e la Toscana, un colpo di fulmine nato sui banchi di scuola. Il 33enne milanese, infatti, giunse a Lucca nel 2011 per frequentare un corso di formazione professionale all'Esedra Formazione, storico istituto che è uno dei pochi ad organizzare i percorsi per Guida ambientale escursionistica, professione turistica riconosciuta dalla Regione. Basket e montagna erano la sua passione, e nonostante il carattere apparentemente chiuso, in realtà Marcello legava con tutti. Dopo aver superato l'esame di abilitazione e conseguito il patentino di guida, decide che le Apuane o gli Appennini sarebbero diventate la sua nuova casa, mentre la pallacanestro è accantonata.
A scoprire le sue doti professionali è stata Federica Amaducci, prima sua tutor durante lo stage formativo all'Orrido di Botri, poi collaboratrice e socia in tante iniziative imprenditoriali, tra cui appunto la gestione del rifugio Conti con l'associazione Il Bivacco: «Non ci posso ancora credere - afferma la donna ancora sotto choc -, mi hanno chiamato ieri sera (martedì, ndr) dei clienti che cercavano Marcello. Io sarei dovuta arrivare mercoledì mattina per aiutarlo nelle attività del rifugio, e invece è andata così, e mi trovo in obitorio a vivere questi momenti tristissimi». I responsabili di Esedra Formazione di Lucca, lo ricordano così: «Era un ragazzo un po' schivo, ma sempre educato, e appassionato della professione. Voleva fare la guida ambientale, e ci era riuscito. Mi spiace che sia finita in questo modo».
La morte è stata causata da politraumi che sono stati fatali. Questo è quanto si evince dall'esame effettuato dal medico legale dell’Asl, il dottor Maurizio Ratti. Come, cioè per quali ragioni, il giovane sia caduto resterà probabilmente un mistero.
Nicola Bellanova
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