Il Tirreno

Favorevoli e contrari: le ragioni e i dubbi dei due schieramenti

MASSA. Come in ogni cambiamento che si rispetti non possono mancare gli schieramenti. Ciascuno con le proprie motivazioni, la propria documentazione. E gli immancabili dati, chiaramente mai gli...

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MASSA. Come in ogni cambiamento che si rispetti non possono mancare gli schieramenti. Ciascuno con le proprie motivazioni, la propria documentazione. E gli immancabili dati, chiaramente mai gli stessi.

Il fronte del no al trasloco in centro assicura di essere il più numeroso, di contare sull’appoggio dell’80% dei 194 operatori del mercato cittadino.

I contrari spiegano - e questa è la prima argomentazione - che viale Roma è una soluzione equa. All’equità si appella anche Pierpaolo Pucci, presidente di Fiva Confesercenti: «Tutti gli ambulanti sono sullo stesso asse e hanno le stesse possibilità. Abbiamo verificato che, fatta eccezione per le persone più anziane, il 90% dei clienti percorre tutta la strada e, quindi, guarda tutti quanti i banchi. Traslocare ora in centro mette il settore, già in difficoltà, a durissima prova: le regole del commercio ambulante non sono immediate per chi non opera nel settore, sono completamente diverse rispetto a quelle delle attività commerciali in sede fissa». Dagli ambulanti arriva il no anche alla nuova mappa di mercato disegnata dall’amministrazione in cui si supera la soluzione periferica di via Cavour e via Angelini: gli operatori lì non ci saranno, i banchi verranno spostati in piazza Aranci, lato monte. «Non si risolve nulla - sintetizza Pucci - lì non ci andranno clienti e con il trasferimento salta l’equilibrio e il principio di equità e si premiano soltanto i primi in graduatoria».

Amedeo Guadagnucci, ambulante, è invece un esponente del fronte del sì. Il mercato - questa la sua argomentazione - deve stare nell’isola commerciale della città e quell’isola è il centro: «Quando, nel 2011, siamo stati spostati in viale Roma sapevamo che la soluzione sarebbe stata transitoria. La giunta Volpi in campagna elettorale ha fatto una bandiera del ritorno in centro del mercato. In questi quattro anni è risultato evidente che, se la soluzione viale Roma tiene dal punto di vista logistico, commercialmente è un disastro. I massesi - prosegue l’analisi di Guadagnucci - al mercato in viale Roma vengono, passeggiano, ma non comprano, il target di acquirenti non c’è per nulla. E così non si regge».

E non è finita qui: il fronte del sì si affida all’esempio e cita il caso di tutti i mercati nel cuore del centro storico. «Ricordo - conclude Guadagnucci - quando a Pisa i banchi abbandonarono la zona delle mura, nei primi anni 2000: fu la fine. Tutti i mercati in cui lavoro reggono se sono nel centro storico, da Carrara a Pontremoli, da Sarzana ad Aulla. Mi sembra giusto e inderogabile che sia così anche a Massa».

Una patata bollente bell’e buona per il sindaco: il trasloco in centro lo ha promesso in campagna elettorale, una buona parte degli operatori dice no, ma il fronte del sì è altrettanto accanito e pretende che gli impegni siano rispettati. Che la soluzione sia davvero (vedi articolo accanto) fermare i giochi e prendersi tempo?

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