Il dolore
Assindustria, 5 vice per il presidente in pectore Lucchetti
Nella squadra rinnovata Andrea Rossi, Giorgio Bianchini Sebastiano Amore, Guido Tongiani e Matteo Venturi
CARRARA. Assindustria volta pagina: l’assemblea annuale, in calendario per il prossimo mercoledì 23 luglio è stata posticipata a settembre. Ma i giochi sembrerebbero proprio già fatti, tanto che in un primo momento si era pensato di posticipare solo l’assemblea pubblica e di separare quella elettiva.
Eccoli quindi i nuovi vertici della Confindustria apuana: non c’è ancora l’ufficialità, questo è bene precisarlo, ma il presidente, come anticipato dal Tirreno, sarebbe già stato individuato nella figura di Eric Lucchetti, titolare di una delle aziende storiche del lapideo apuano.
E i soci hanno fatto quadrato anche sui vicepresidenti del new deal affidato a Eric Lucchetti. Una squadra in cui entreranno: Andrea Rossi de Il Fiorino, con la delega al marmo, Sebastiano Amore della Sanac, Guido Tongiani del Nuovo Pignone, Matteo Venturi della Venturi impianti e Giorgio Bianchini della Bencore.
Una squadra che lascia spazio alla rappresentativa del lapideo che, dopo l’esperienza di Giuseppe Baccioli, ex generale manager del Nuovo Pignone, legato all’industria, esprime di nuovo un presidente legato al mondo del marmo. Un’alternanza che, del resto, è sempre stata una delle regole non scritte della Confindustria provinciale.
Sembra proprio che le cave e il lapideo avessero bisogno, e abbiano scelto di avere un rappresentante che dentro alla Confindustria apuana rappresenti e faccia sentire forte e chiara la voce del mondo del marmo in un periodo in cui fra normative, braccio di ferro con il Comune e quant’altro l’associazione sarà chiamata a numerosi impegni. E numerosi tavoli.
Assindustria quindi si prepara, o meglio lo farà dopo l’estate, a settembre (la data è ancora da definire) a una stagione intensa dove le questioni da affrontare saranno davvero tante.
E non solo legate al mondo del marmo: anche l’industria ha i suoi nodi da sciogliere a cominciare dalle bonifiche che tengono ancora fermi i nuovi insediamenti, per passare poi alle infrastrutture e ai rapporti con le due amministrazioni, quella di Carrara da una parte, quella di Massa dall’altra. Ma anche con Provincia e Regione.
Insomma una partita tutta da giocare con una squadra che avrebbe convinto proprio tutti.
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