Proteste
Le voci del cinema: premiati al Cinquale celebri doppiatori
Il Leggio d'oro a Rossella Izzo, Roldo Bianchi, Nino Formicola, Nino Ammendola e tanti altri
MONTIGNOSO. Grande successo per il premio nazionale Leggio d’Oro, tenutosi al parco della Repubblica di Cinquale, alla presenza di un folto pubblico. La manifestazione, che da 20 anni premia le grandi voci del cinema e della tv, è stata promossa, per il 12° anno consecutivo, dall’Endas, insieme all’amministrazione comunale. A ripercorrere le vicende che portarono all’istituzione di questo premio, il primo dedicato in Italia ai doppiatori, è stato il suo ideatore, l’attore e regista carrarese Vittorio Vatteroni, salito sul palco per premiare Riccardo Niseem Onorato, miglior interprete maschile dell’anno per il film “The Imitation Game”, storia del matematico inglese Alan Turing (1912-1954), morto suicida a soli 41 anni.
«L’idea per questo spettacolo -ha ricordato Vatteroni al microfono dei presentatori Laura Freddi e Manlio Dovì- mi venne quando andai ospite ad una trasmissione televisiva in cui conobbi, contemporaneamente, sia il mitico Robert De Niro che il compianto Ferruccio Amendola, sua storica voce italiana. Pensai che, insieme ai grandi attori, che tutti conoscono ed amano, fosse giusto conferire una gratificazione anche ai loro doppiatori, spesso ingiustamente dimenticati e decisi di istituire questo premio».
La prima edizione si tenne a Pontremoli nel 1995, in occasione dei festeggiamenti per il centenario del cinema e precedette quella di “Voci nell’ombra”, festival del doppiaggio di Finale Ligure, di cui era direttore artistico il critico cinematografico Claudio G. Fava. Per il primo Leggio d’Oro Vatteroni, insignito nel 2009 della medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica per il contributo al patrimonio artistico cinematografico, prese contatti con Amendola e Pino Locchi, indimenticabile doppiatore di Sean Connery, che si dissero subito entusiasti, anche se Locchi, scomparso nel 1994, non poté partecipare all’evento. Un'altra idea brillante della prima edizione fu quella di premiare il grande Alberto Sordi come voce italiana di Ollio/Oliver Hardy.
«Credo -ha affermato Vatteroni- di essere stato il primo al mondo a consegnare un’onorificenza a Sordi per la sua attività giovanile di doppiatore. Il maestro ne fu molto divertito».
L’attore e regista apuano ha poi ringraziato il presidente nazionale dell’Endas, Piero Benedetti, anch’egli carrarese e tra i primi a credere nella manifestazione, fornendole un supporto notevole. La serata a Cinquale ha rappresentato un’importante riconoscimento personale per Rossella Izzo, attrice, doppiatrice, direttrice di doppiaggio e regista. La Izzo, incantevole voce delle grandi Meryl Streep, Susan Sarandon e Michelle Pfeiffer, ha infatti ricevuto ben due prestigiosi riconoscimenti: il premio speciale 20 anni Leggio d’Oro e quello della critica.
Questa seconda onorificenza è stata decretata da una giuria giornalistica.
La Izzo, dopo aver salutato la Freddi e Dovì, con i quali ha lavorato in alcune fiction, ha ricordato suo padre Renato, scomparso nel 2009, anch’egli grande doppiatore, esprimendo al contempo il suo affetto per il Leggio d’Oro e per il presidente Endas Benedetti, da lei definito “un papà artistico”.
Ma il vero mattatore della serata è stato Maurizio Mattioli. Anche l’attore romano ha voluto ricordare Renato Izzo, sottolineando l’importanza del doppiaggio nella propria formazione professionale. «Per me che non ho frequentato nessuna scuola di recitazione -ha spiegato- è stato fondamentale poter lavorare nella compagnia di doppiatori gestita da Izzo. Il doppiaggio insegna ad un attore che la spontaneità non è sufficiente. Occorrono anche concentrazione, fluidità nel parlare e perfezionamento, tutte cose che ho imparato lavorando con Renato». Mattioli ha poi recitato la poesia “Io ti amo” di Stefano Benni ed ha cantato “Roma nun fa la stupida stasera”, insieme a Ilaria Porceddu, concorrente della prima edizione di “X Factor” e seconda classificata a Sanremo giovani 2013. L’attore ha terminato il suo intervento fornendo un’ottima interpretazione di un brano di Franco Califano. Il premio miglior direzione doppiaggio è andato a Rodolfo Bianchi per il film “Youth - La giovinezza” di Paolo Sorrentino. Una pellicola in cui Bianchi, già doppiatore di Gerard Depardieu, Jeremy Irons e Geoffrey Rush, presta la voce ad Harvey Keitel. A chiudere la cerimonia è stato Nino Formicola, già Gaspare nella coppia comica “Zuzzurro e Gaspare”, omaggiato del premio speciale “Alberto Sordi”. Formicola ha ricordato l’amico e colleg Andrea Brambilla, l’indimenticabile commissario Zuzzurro, scomparso due anni fa, con cui ha lavorato per quasi a40 anni.
«Stasera -ha affermato- ricevo un premio alla carriera, ma la mia, in realtà, è stata una carriera in coppia, perché Zuzzurro e Gaspare erano un duo e non potevano esistere uno senza l’altro. Quando Zuzzurro è morto, ho deciso che dovesse scomparire anche Gaspare. Adesso, anche quando firmo gli autografi, utilizzo il mio vero nome, quello di Nino Formicola, un esordiente di 62 anni».
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