Il Tirreno

I turisti invadono le spiagge ma il lavarone non dà tregua a Marina di Carrara

di Cinzia Carpita
I turisti invadono le spiagge ma il lavarone non dà tregua a Marina di Carrara

Cinque tonnellate asportate da Amia, però continua ad arrivare roba dal mare

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MARINA DI CARRARA. Il bel tempo ha portato tanti turisti e bagnanti sul litorale. Anche se il mare negli ultimi giorni è stato un po’ mosso, non ha scoraggiato gli amanti della spiaggia. Un weekend all’insegna del pienone, anche in acqua. Gli stabilimenti balneari stanno lavorando a tutto spiano sfoderando la loro tipica accoglienza apuana.

Unico neo, è il ritorno del lavarone nella zona est con la marea scura che si adagia lungo la spiaggia che termina a ridosso della scogliera del molo di ponente. Nella cosiddetta zona dell’ex idrovora.

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Nei giorni scorsi la prima ondata di lavarone della stagione balneare 2015, ha costretto l’Amia a intervenire con uomini e mezzi, per asportare la poltiglia per lo più legnosa che le correnti spingono in questa parte di litorale, in particolare proprio dove c’è la spiaggia libera comunale.

 

Un disagio per i bagnanti, ma l’Amia lavorando senza sosta è riuscita ad asportare circa cinque quintali di lavarone, riempiendo un intero scarrabile. Ed ha poi provveduto anche a rastrellare la spiaggia libera.

Ieri mattina alle 5 , lunedì 13 luglio, prima che arrivassero i turisti, ruspa e operatori erano al lavoro per rendere la zona presentabile.«Ma alle 8,30 ci hanno chiamato nuovamente: arrivava altro lavarone», dice il presidente di Amia, Gianenrico Spediacci. «Il problema è che questo materiale pur spiaggiandosi in quantità non enormi, è continuo. La gente protesta, ma noi non possiamo fare più di quanto stiamo già facendo».

Ieri pomeriggio in verità non c’era molto accumulo all’ex idrovora, ma comunque stamattina dalle 5, ruspa e uomini di nuovo al lavoro sulla spiaggia per quella che sembra una lotta infinita, contro ciò che il mare porta a riva. Un mare, quello di Marina, tutto sommato molto invitante per la maggior parte dell’anno, con acque pulite. Ma gli operatori balneari che tanto si prodigano per offrire alla clientela servizi ottimi, temono i due nemici: le mareggiate pre-estive che portano tonnellate di tronchi e detriti di legname sulla battiglia; e il lavarone.

Il fenomeno del lavarone, che esiste anche in altre parti della costa italiana, viene combattuto strenuamente. L’Amia non lascia che se ne accumuli troppo e parte alla carica per consentire ai bagnanti di non dover rinunciare a un tuffo in acqua. E porta via più in fretta che quanto ammucchiato in spiaggia.

Marco Pardi, che presiede un’associazione dei balneari di Marina, è abbastanza ottimista su come sta andando la stagione turistica («anche se vedo meno turisti stranieri dello scorso anno in questo periodo»), ma è preoccupato per il fenomeno del lavarone. «Complice il bel tempo, le cose vanno meglio per i bagni, i fine settimana registrano alte presenze di villeggianti, ma il lavarone resta il problema irrisolto. Lo scorso anno come associazione abbiamo chiesto al Comune chiarimenti, se erano state individuate le cause e se erano state predisposte strategie per evitare il ripetersi del problema in futuro. La risposta del Comune non portò ad alcuna soluzione. Dissero che avevano fatto analizzare il materiale, e che non era niente di pericoloso». Ma la poltiglia galleggiante non invita a tuffarsi. E la sua rimozione è un costo per la collettività.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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