Il Tirreno

Rubano l’oro che il papà morto aveva lasciato al figlioletto

Rubano l’oro che il papà morto aveva lasciato al figlioletto

Furto in pieno giorno in una casa a Montignoso, la giovane vedova reagisce scrivendo sui muri e su uno striscione: «Ladri, vergognatevi»

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MONTIGNOSO. Sono entrati sicuri che in casa non ci fosse nessuno, in pieno giorno. E sono andati a colpo sicuro: nella camera da letto dove hanno aperto il cassetto e portato via gli “ori di famiglia”: catenine, bracciali, collanine altri monili. Un classico furto in appartament, di quelli che vengono classificati come episodi di microcriminalità, ma che per chi li subisce sono tutt’altro che “micro”.

Soprattutto in questo caso. Perché i ladri, da quella casetta di Montagnoso, hanno portato via i ricordi della prima Comunione di un uomo, Roberto Nicolini, morto meno di un anno fa, a 31 anni, ucciso da un male che non perdona. Un furto di memoria, di ricordi, che diventa più insopportabile di qualsiasi perdita economica. È così la signora Francesca Baldini reagisce. D’istinto e con rabbia. Con una bomboletta spray e scrive sul muro d’ingresso: “Ladri vergogna avete rubato un ricordo di un babbo a un bambino”. Poi, su una tovaglia a fiori, che appende al cancello del giardino, ribadisce il concetto: “Avete rubato l’oro di un ragazzo morto a 30 anni”. Aggiungendo, sul muro sottostante “Vergognatevi”. E poco più in là, un’altra scritta”Luciano vi ringrazia”. Uno sfogo, una difesa della memoria del marito mancato pochi mesi fa. E, soprattuttto, una difesa del figlioletto Luciano, tre anni ancora da compiere. Il piccolo del papà andatosene così presto ha probabilmente soltanto un vago ricordo. Ma quegli catenine in oro che babbo Luciano aveva ricevuto in regalo quando era ragazzo, per la Comunione, sarebbero state fortissime catene della memoria. Perchè, un giorno quegli oggetti sarebbero diventati del figlio Luciano, un ricordo indelebile del papà, una cosa senza prezzo.

Le immagini delle scritte di mamma finiscono sui social, la pagina Facebook della vedova si riempie di commenti. “Mi dispiace tanto è vergognoso”, scrive un’amica. “Non ci sono parole. Un abbraccio forte”, posta un’altra. Parole di indignazione, di conforto, qualche, inevitabile (e sacrosanto) insulto verso i ladri, ma pochissimo di violento e di razzista, in quei commento. Anche questo un segno.

Sul furto di Montiggono sono ora in corso le indagini dei carabinieri. Gli autori del colpo hanno cercato di forzare la porta di ingresso senza riuscrivi e allora sono entrati rompendo l’inferriata del seminterrato. Una volta dentro non hanno fatto grossi danni. “Professionisti” che avevano ben studiato la casa e i movimenti della signora Francesca. Nessuno dei vicini sembra avere visto qualcosa. Soltanto qualcuno annota d avere visto due persone di carnagione olivastra chiedere informazioni».

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