La manifestazione
Brizzi: «Dopo il professore, serve un manovale come sindaco a Massa»
Fabrizio Brizzi, tra il serio e il faceto: al prossimo giro o faccio il sindaco o valuterò di ritirarmi
MASSA. La butta là, a margine della conferenza stampa degli Arancioni su mercato e piano sosta. Lo fa con l’ironia che lo contraddistingue, ma è chiaro che la frase segue ad una - attenta - valutazione politica.
Fabrizio Brizzi, nella giunta Pucci assessore ai lavori pubblici, ora seduto nelle fila dell’opposizione, ammette di volersi giocare la partita e di puntare alla poltrona di sindaco. Lo fa replicando a chi, scherzosamente, gli chiede se abbia mai pensato di ritirarsi a vita privata: «Vedrò... magari più avanti. Al prossimo giro cercherò di fare il sindaco, altrimenti valuterò di lasciare».
Si concede un bel sorriso sulle labbra, ma non si lascia sfuggire, lui che non ha mai disdegnato il soprannome di “assessore ruspa”, l’occasione di dare una stilettata all’amministrazione: «Che volete che vi dica? Dopo un professore, docente universitario (riferimento più che chiaro a Volpi ndr), credo che a questa città serva un sindaco manovale».
Concetto chiaro: chi la politica la fa da anni - per parafrasare - e valuta di averla fatta bene non si inchina all’esercizio della cultura. «Non mi spaventano certo le citazioni latine, replico con citazioni in massese doc». Ma quella di Brizzi non è una chiacchierata nel segno del colore, è piuttosto una riflessione politica che parte da «quello che la giunta Pucci e il mio assessorato hanno fatto». E punta l’attenzione sulle opere pubbliche: «Quanto oggi viene inaugurato dall’amministrazione Volpi è il frutto del lavoro dell’amministrazione precedente». Poi si concede qualche esempio che ritiene significativo: «Le rotonde di cui tanto si parla sono state realizzate a seguito di un accordo con il Pignone per l’ampliamento dell’area produttiva, accordo dell’epoca Pucci. Per non parlare - ecco il secondo esempio - dei lavori al Cocombola: ricordo benissimo quando, in extremis, io e l’allora sindaco Roberto Pucci “strappammo” a Rossi un finanziamento da 2,2 milioni di euro. Fummo noi, mi impegnai in prima persona, a dire al parroco di Borgo Ponte che avrebbe potuto ottenere risorse dalla Regione per ristrutturare Palazzo Andrei, recentemente inaugurato».
Insomma, Brizzi è convinto che la prova della sua operatività l’ha data, ora da uomo dell’opposizione, prima da uomo al governo della città. E, tra il serio e il faceto, a tre anni dalle amministrative (quando il rischio di bruciarsi ancor non c’è), fa un passo avanti.
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