Sicurezza
Industriali a sorpresa: «Abbiamo firmato nostro malgrado»
«Abbiamo fatto ogni sforzo per convincere le delegazioni sindacali a guardare negli occhi la reale situazione di tutto il settore lapideo; alla fine, nostro malgrado, abbiamo sottoscritto un accordo...
«Abbiamo fatto ogni sforzo per convincere le delegazioni sindacali a guardare negli occhi la reale situazione di tutto il settore lapideo; alla fine, nostro malgrado, abbiamo sottoscritto un accordo di cui non condividiamo una larga parte; lo abbiamo fatto sotto il peso di forti pressioni e come segno di attenzione per la collettività».
Le parole degli industriali dopo l’epilogo della trattativa sull’integrativo provinciale lapideo sono sorprendentemente dure, i toni sono distanti da quelli di una conclusione conciliata. È evidente che la partita, dalla loro ottica delle imprese, è solo avviata e non conclusa. La partita insomma continua; e l’interlocutore sembra essere ora la pubblica amministrazione.
«L’accordo siglato alle 23 di giovedì sera - si legge in un comunicato di ieri pomeriggio - penalizza ulteriormente le aziende del piano: in generale verranno aumentati i salari a lavoratori che, a parità di mansioni, già adesso beneficiano di emolumenti superiori del 25% a ciò che avviene in altre realtà della Penisola. L’Associazione è molto preoccupata che questo accordo possa non solo rendere più difficile la creazione di nuovi posti di lavoro ma metta anche a rischio una parte di quelli esistenti».
Ma allora perché hanno accettato di firmare? La domanda è legittima. Gli industriali giocano d’anticipo e rispondono: «l’abbiamo fatto per dare un segno tangibile di armonia e dialogo; lo abbiamo fatto accogliendo l’invito del sindaco che proprio alla sottoscrizione di una intesa sulla vertenza sindacale aveva legato la riapertura del clima necessario per affrontare il ventaglio di problemi che soffocano il settore del marmo. Ci auguriamo che questo gesto, di cui avvertiamo tutto il peso, sia accolto come una chiara manifestazione della disponibilità a collaborare già evidenziata in recenti dichiarazione pubblicamente. Ora ci aspettiamo l’inizio di un nuovo capitolo nelle relazioni tra amministrazione comunale, imprese e sindacati, prerequisito per far riprendere al settore del marmo il suo ruolo di motore economico per la città e la comunità di Carrara».
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