Il Tirreno

Nuovo ponte di via Mascagni, protesta per le rampe ripide

di Chiara Sillicani
L'inaugurazione del ponte
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L'inaugurazione del ponte

Marina di Massa, il consigliere Matteo Paci prova a percorrere le rampe con la carrozzina

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MASSA. Matteo Paci, consigliere 5 Stelle, è un San Tommaso e dell’impressione non si accontenta: vuole metterci il naso. Perchè se è vero che il nuovo ponte in via Mascagni sembra troppo ripido, lui si affida alla concretezza e al metodo scientifico. E sperimenta.

Mani strette alle ruote della sua carrozzina, non demorde e prova a raggiungere il ponte dalla rampa a monte, lato Parco dei Conigli. E ce la fa, ma «faticando parecchio». Tanto che rinuncia a ripetere la prova anche sull’altra rampa, sempre a monte: «Ho preferito farmi spingere ed è stata comunque dura - ammette il consigliere - è la conferma che la pendenza è eccessiva, sicuramente superiore all’8% consentito dalla normativa (sulla costruzione di edifici ndr). Credo di poter dire che la percentuale sia del 12-15%. Rampa impercorribile, quindi, per i disabili e pericolosissima per ciclisti e mamme con il passeggino».

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Nessuna obiezione, invece, sulle due rampe lato mare: «Quelle sono bene fatte - ammette Paci - la pendenza non raggiunge l’8%». Percorribili, comunque perfezionabili:«Ci sono toppe d’asfalto e tombini che rendono difficile la vita ad un disabile». Ipotesi, verifica e - immancabile - la conclusione: «Presenterò a breve un’interpellanza, chiedo - anticipa il consigliere - che gli accessi a monte siano chiusi e rifatti. Quello che costeggia il parco, data la disponibilità di spazio, può essere agevolmente allungato riducendone la pendenza». Chiuse due rampe, rifinite le altre due mettendo mano agli asfalti. E non finisce qui: «Sul nuovo ponte manca un attraversamento pedonale che è, invece, indispensabile».

Ma lo sguardo di Matteo Paci non si ferma al ponte, si estende alle strade limitrofe. L’argomentazione è chiara: si sono spesi circa 900.000 euro, con quei soldi - per parafrasare Paci - un’occhiatina alle vie lì intorno poteva pure essere data. Perché - il 5 Stelle passa in rassegna ciò che non va - «scesi dal ponte, ci si imbatte in una cassetta elettrica che riduce un marciapiede già stretto. E il primo attraversamento utile su via Mascagni finisce contro uno scalino perché il marciapiede è alto e uno scivolo per l’accesso non c’è». Il disabile percorre le strisce e, ops, non può salire.

«Penso che ci sia da rifare i lavori con maggiore accuratezza - Paci tira le somme - in ogni caso - ribadisce - nell’interpellanza chiederò la chiusura delle rampe a monte. Sono davvero troppo ripide». Un piccolo reportage quello del pentastellato, che finisce su Facebook con foto allegate: documentazione delle sue contestazioni.

L’argomento apre un accesso dibattito perché sulla pendenza del ponte in via Mascagni, da mesi, le polemiche davvero non mancano.

 

 

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