Il dolore
Licenziato dal cantiere il giudice lo reintegra
CARRARA. Assolto perché il fatto non sussiste: è sulla base di queste motivazioni che il giudice Erminia Agostini, della sezione Lavoro del Tribunale di Massa, ha emesso ieri mattina un’ordinanza di...
CARRARA. Assolto perché il fatto non sussiste: è sulla base di queste motivazioni che il giudice Erminia Agostini, della sezione Lavoro del Tribunale di Massa, ha emesso ieri mattina un’ordinanza di reintegro immediato, provvisoriamente esecutiva, a favore di Gianni Di Maria. Si tratta della vicenda che ha coinvolto il delegato sindacale di Uilm-Uil licenziato nel giugno del 2014 da Nca con l’accusa di aver diffamato l’azienda a mezzo stampa e di aver fatto accedere alcuni giornalisti in un locale ritenuto dalla proprietà di esclusiva pertinenza aziendale.
Le stesse accuse erano state rivolte a un altro delegato sindacale, che aveva risolto il contenzioso attraverso un accordo con la proprietà.
Secondo la sentenza di primo grado, emessa ieri mattina, il fatto non sussiste ed è punibile con sanzione conservativa: dunque da oggi il dipendente è a disposizione dell’azienda e può tornare al suo posto di lavoro.
Non solo: l’ordinanza del giudice Agostini, ai sensi del comma 4 dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, oltre al reintegro immediatamente obbliga l’azienda a corrispondere a Di Maria tutte le 11 mensilità di stipendio non percepite dal momento del licenziamento, avvenuto nel giugno del 2014, a oggi.
Gianni Di Maria, a caldo ha commentato così la sentenza: «Come ho sempre sostenuto non ho commesso né reati né infrazioni ho solo portato vanti l’attività sindacale. La giustizia ha fatto il suo corso e mi ha assegnato una vittoria netta. Per questo ringrazio il mio legale MIchela Cerù e il mio sindacato, la Uilm» ha commentato il lavoratore.
Si tratta come detto di una sentenza di primo grado che la proprietà di Nca potrà impugnare, presentando ricorso in appello.
Ma intanto Gianni Di Maria potrà tornare al lavoro dopo una lunga battaglia giudiziaria cominciata con il licenziamento del giugno scorso.
Una vicenda fatta di udienze su udienze in tribunale, alle quali Di Maria è sempre stato presente. Con lui, a sostenerlo e per fare sentire il loro appoggio, i lavoratori del cantiere che hanno portato le sigle sindacali all’ingresso del tribunale di Massa.
Un lungo iter giudiziario, con parecchi tentativi di accordo andati a monte, che si è concluso con la sentenza di primo grado di assoluzione.
(c.ch.)
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