Il dolore
Non si rassegna: dà fuoco all’auto della moglie
Arrestato dai carabinieri, in passato gli aveva già sfondato il parabrezza e tempestata di sms e telefonate: ora ha l’obbligo di non avvicinarsi a lei
È stato arrestato dai carabinieri mentre aveva appena incendiato l'auto della moglie munito di due taniche di benzina. Non solo: alle sue spalle una sfilza di precedenti denunce a suo carico per minacce e per danneggiamenti alla vettura e all'abitazione della donna.
Il tribunale di Massa, a seguito del processo per direttissima, ha comunque rimesso in libertà un 40enne albanese, disponendo per lui il provvedimento del divieto di avvicinamento alla casa della ex coniuge, una 30enne, anche lei albanese, oltre al divieto di ingresso al comune di residenza della coniuge.
La coppia, giunta in Italia alla fine degli anni 90, ha due figli, entrambi minorenni, affidati alla madre.
È una drammatica storia di stalking quella che da alcuni mesi sta sconvolgendo un tranquillo centro lunigianese.
Telefonate e sms pieni di insulti e di volgarità, ad ogni ora del giorno e della notte. Ingiurie, intimidazioni, minacce di violenze e anche di morte. Scenate a scuola davanti ai bambini e agli insegnanti.
Ma non solo: il parabrezza dell'auto sfondato. I pneumatici della stessa vettura tagliati. Infine, l'altra notte, le fiamme appiccate al veicolo.
Nell'occasione i militari intervenuti avrebbero rinvenuto per terra e sequestrato un coltello a serramanico e hanno dovuto fare i conti con la resistenza del soggetto che non ne voleva sapere di essere ammanettato e ha reagito con veemenza.
Una escalation di violenza.Vittima dell'autentico incubo, come detto, una giovane straniera, alle prese con gli atti persecutori del marito, che non accetta la separazione chiesta dalla donna all'inizio dell'anno.
La rottura tra i coniugi, a quanto emerso, sarebbe avvenuta a causa dei frequenti maltrattamenti patiti dalla moglie ad opera del marito.
Esasperata e terrorizzata da tanta aggressività, la giovane donna aveva chiesto già in marzo di essere raggiunta dal padre che vive nel Paese di origine e si era rivolta, oltre che ai Carabinieri, anche a un legale.
Della situazione particolarmente delicata è stato da tempo informato anche il Centro Donna Lunigiana, attivo con sportelli nei comuni di Pontremoli, Aulla, Villafranca, Bagnone, Fivizzano, Licciana Nardi.
Una vicenda drammatica, l’auspicio è ovviamente che non vi siano ulteriori episodi e soprattutto che le manifestazioni di violenza adesso siano finite.
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