Il Tirreno

E alle cave gli utili sono da record

E alle cave gli utili sono da record

Ogni 100 euro di fatturato, 16,5 sono di guadagno netto. Ok anche la trasformazione

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CARRARA. Volano i fatturati e gli utili delle società di capitali del settore estrattivo della nostra provincia, toccando livelli record mai registrati prima. Bene anche l'andamento del fatturato della lavorazione, anche se l'utile finale si dimezza rispetto all'anno precedente, mentre le imprese della meccanica chiudono i propri bilanci in perdita nonostante una discreta dinamica dei ricavi.

Sono questi in estrema sintesi i principali risultati che emergono dalla lettura dei bilanci delle società di capitali di questi tre settori nel 2013 (ultimo anno disponibile) relativamente alla Provincia di Massa Carrara elaborati dall'Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa-Carrara (www.ms.camcom.gov.it e www.isr-ms.it)

È bene precisare - fa notare l'Istituto di Studi e Ricerca dell'ente camerale - «che questa analisi viene condotta su un segmento, quello appunto delle società di capitali, più strutturato e internazionalizzato che in questi anni ha aggredito meglio la crisi. Parallelamente a questo, vi è però tutto un ampio comparto fatto di micro e piccolissime imprese che invece fa molta fatica a stare sul mercato, soprattutto quelle che operano sui mercati nazionali». «È questa la ragione per cui - spiega Vincenzo Tongiani, Presidente Isr - fare rete oggi non è più rimandabile. È in questa direzione, attraverso anche Crea in Rete, il nostro laboratorio delle idee, che ci stiamo dirigendo».

La propensione all'export, nonostante il taglio del diritto camerale, rappresenta per l’ente una priorità come confermato negli scorsi giorni: «Abbiamo confermato - spiega Dino Sodini, Presidente Camera di Commercio - risorse importanti alla promozione pensando proprio alle piccole imprese che caratterizzano il nostro patrimonio». Guardando innanzitutto all'estrazione, le 51 imprese del campione (chiuso) generano oggi un valore della produzione di 107 milioni di euro, accrescendo i propri ricavi del +16% sul 2012 e del +22% sul 2011. In altri termini, nell'ultimo biennio le 51 imprese citate hanno recuperato oltre 20 milioni di euro di valore della produzione. Questo recupero si è quasi totalmente tradotto in utile netto, dal momento che si è passati da una perdita di circa 500mila euro nel 2011, ad un margine netto positivo di 16,6 milioni di euro nel 2013. Contestualmente, infatti, i costi di produzione sono aumentanti nel biennio di “soli” 4 milioni di euro (+5%), di cui i costi del personale del +9%.

Detto in altri termini - osserva l’Isr - oggi 100 euro fatturato si traducono in 16,5 euro di utile netto, un livello elevatissimo, praticamente unico, difficilmente riscontrabile in altri settori, non solo in ambito provinciale, ma in tutto il Paese. Mediamente, ogni imprese realizza un utile di 326mila euro, a fronte di un fatturato di circa 2 milioni di euro.

Si sottolinea: «Queste performance incredibili hanno consentito alle imprese del settore di consolidarsi patrimonialmente, raggiungendo un grado di capitalizzazione pari al 41% del capitale investito, a fronte del 35% di due anni fa. Sono imprese, per altro, molto in salute anche sul piano della liquidità, disponendo di un cash flow pari a circa il 29% dei ricavi, e molto redditizie, avendo un Roi (ritorno sugli investimenti) del 13,4% (due anni fa era un più normale 3,5%)».

Se l'estrazione è in grandissima salute (è dal 2007 che tale settore denuncia performance positive, in controtendenza rispetto alla crisi generale), anche i dati della lavorazione lapidea sono assolutamente positivi. Il fatturato è cresciuto del +5% rispetto al 2012 e di oltre il +9% sul 2011. Ciò ha consentito di far chiudere in utile anche nel 2013 i bilanci delle 122 imprese campionate, ma con un margine che si è dimezzato rispetto all'anno precedente. Interessante in questo caso far osservare che se le 51 imprese dell'estrazione producono un valore di produzione di 107 milioni di euro che si traduce a chiusura del conto economico in un margine netto positivo di 16,6 milioni, le 122 imprese della lavorazione generano un valore di produzione di quasi 436 milioni di euro che si trasforma in utile per 9,4 milioni (il 56% dell'utile generato dalla sola estrazione).

Infine, la meccanica. Nonostante, l'ottimo l'andamento del fatturato, che cresce del +14% rispetto all'anno precedente e del +18% sul 2011, il bilancio chiude nel 2013 con una perdita generale di 187mila euro. Guardando tra le pieghe del bilancio, si può notare tuttavia come questo settore probabilmente ha risentito della svalutazione finanziaria subita da una grande società (nell'ordine di circa 9 milioni di euro).

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