Il Tirreno

Circo fra i container leoni e giraffe in gabbia sotto il sole

Circo fra i container leoni e giraffe in gabbia sotto il sole

Polemiche per il tendone spuntato proprio davanti al porto Gli animalisti: chi ha dato i permessi per questo orrore?

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CARRARA. Il leone, alle due del pomeriggio ti guarda da dentro la gabbia, sembra voglia chiedere aiuto. Le zampe, abituate a calcare la savana, poggiano sull’asfalto bollente. Alle due del pomeriggio qui davanti al porto di Marina di Carrara, si toccano i 40 gradi e non c’è un briciolo d’ombra. Nemmeno una pianta.

La giraffa sporge il lungo collo, come a cercare un refolo d’aria che non arriva. Si staglia accanto al tendone, nel piazzale reso accecante dal sole.

La leonessa ha uno sguardo che parla da sola: in quegli occhi c’è la rassegnazione di chi è costretto a rimanere schiacciato in una gabbia, sotto il solleone.

Una scena che ha toccato il cuore di molti. Gli animali, in gabbia, sotto il sole, spuntati da pochi giorni nel piazzale davanti al porto sono le attrazioni di un circo finito già al centro di mille polemiche.

Non solo da parte degli animalisti, ma anche da chi, passando lungo viale da Verazzano ha fotografato le gabbie e postato in rete un appello: «Ma è normale che si debba assistere a questo brutto spettacolo?»

Su Facebook il dibattito si infiamma anche perché proprio nessuno è rimasto indifferente ieri, un’altra giornata da bollino rosso, di fronte a quegli animali che con fierezza hanno affrontato i quaranta gradi nel piazzale dove è stato posizionato il circo. Questa è la zona dei container, dove vengono parcheggiati i camion prima di essere caricati al porto. Qui, di giorno non c’è nessuno. Non resiste nessuno: solo i cassoni di ferro dei camion. E da ieri anche un leone, una leonessa, una giraffa.

«Quegli animali stanno boccheggiando. Sono passata davanti al circo, in mezzo ai container, e non ho dormito per tutta la notte. Ho visto i leoni che sembravano sul punto di morire. Ci saranno stati quaranta gradi, quello è un piazzale, non ci sono alberi, nessun refrigerio. Io mi domando: ma come è possibile avere dato i permessi per consentire uno scempio del genere».

A farsi portavoce della protesta per il circo di Marina, nel piazzale davanti al porto, è Alessandra Caffaz, amante degli animali e sempre in prima linea quando si tratta di difenderli e tutelare i loro diritti. Al suo appello, lanciato anche su Facebook, ci sono state decine e decine di condivisioni: anche da fuori provincia.

«Io non ce l’ho con i proprietari del circo - spiega la Caffaz - sono discorsi lunghi e complessi che devono affrontare nelle sedi opportune. Io ce l’ho invece questa amministrazione che sembra proprio non indovinarne più una. Ma, mi chiedo, come è stato possibile dare i permessi per mettere un tendone e degli animali in quella condizione di disagio. Le gabbie sono in mezzo alla polvere, in un’area dove batte il sole dalla mattina fino alla sera. Possibile che sia tutto in regola?».

E continua: «I vigili sono sempre attenti quando si tratta di fare le multe, ma li hanno fatti i controlli su come vengono tenuti gli animali? E l’Asl?Ma è possibile che sia tutto regolare? Che questi animali debbano stare in queste condizioni terribili?».

(a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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