Il Tirreno

L’azienda: partita la procedura di licenziamento

L’azienda: partita la procedura di licenziamento

Da parte della società nessun commento né alcun dettaglio relativo alla motivazione della decisione

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PIETRASANTA. Gaia non parla. Sulla notizia dell’avvio della procedura per il licenziamento di Luca Ragoni nessun commento. Per tutta la giornata di ieri è stato impossibile contattare il presidente Nicola Lattanzi. Altrettanto inutile cercare di rompere il muro del silenzio imposto dalla direzione all’interno dell’azienda.

L’unico autorizzato a rispondere alla stampa è stato l’ufficio stampa. Che però si è limitato a confermare soltanto che venerdì scorso il consiglio di amministrazione della società ha approvato la delibera con cui si avviano le procedure per il licenziamento del dirigente dello Staff di Direzione (questo l’incarico che all’interno della società per azioni ricopre il presidente del consiglio comunale di Carrara).

Ragoni a ieri non aveva ancora ricevuto la notifica del provvedimento. Per questo motivo, così almeno si è giustificata Gaia, l'azienda che gestisce la rete idrica non ha inteso fornire dettagli sulle motivazioni del licenziamento né tanto meno entrarvi nel merito. Inutile sottolineare che si tratta di un’azienda pubblica, pagata quindi da tutti i cittadini, che hanno il diritto di sapere il perché di un'iniziativa così grave nei confronti di un dirigente. Inutile ricordare che in ballo, oltre agli ottantamila euro di retribuzione lorda che ogni anno costa l’incarico ricoperto da Ragoni, c'è anche in qualche modo l’immagine stessa dell’azienda. Nulla, da Gaia si sono ricevuti soltanto ripetuti no comment.

Come ampiamente prevedibile il politico carrarese impugnerà l'atto di Gaia e la disputa finirà davanti a un giudice, che dovrà stabilire se le ragioni del licenziamento siano fondate oppure no. Sarà in quella sede, in tribunale, che le ragioni di questo atto potranno essere conosciute nel dettaglio dai cittadini.

Il fatto che si tratti di un provvedimento che ha a che fare con contestazioni di ordine disciplinare sembra comunque fuori discussione. E anche se su questo l'azienda non vuole né confermare né smentire, è chiaro che la delibera adottata venerdì scorso dal consiglio di amministrazione presieduto da Nicola Lattanzi non può che essere stata motivata con una giusta causa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web