Il Tirreno

Patto con i sindaci per lo sviluppo del territorio

Confartigianato presenta giovedì pomeriggio ad Aulla le sue proposte per dare fiato alle piccole imprese

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LUNIGIANA. Un patto per lo sviluppo tra i sindaci della Lungiana e le imprese artigiane. Di questo si parlerà giovedì alle 16,45 nella sala consiliare di Aulla per iniziativa di Confartigianato.

La giunta di Confartigianato ha hanalizzato in uno studio l’andamento del mercato e lo stato di salute del settore nella nostra provincia.

«Nella realtà provinciale operano oltre cinquemilacinquecento aziende artigiane e oltre tremilacinquecento piccole imprese, con un’incidenza occupazionale attorno alle 20.000 unità - si spiega - La Lunigiana rappresenta una parte importante della stessa forza lavoro comprensoriale, oltre alle realtà turistiche, commerciali e del comparto agricolo».

Numeri importanti dunque ed anche per questo Confartigianato sostiene che in questo scenario «occorre quindi un recupero sostanziale del valore di ”fare impresa”. In sostanza occorre tenere ben salda la presenza dell’artigianato e favorirne il relativo cambio generazionale, soprattutto in Lunigiana - si afferma - giovani devono trovare nell’artigianato un punto di riferimento, per la loro caratteristica creatività, per le loro capacità innovative e tecnologiche e per il loro sostegno non solo materiale ma anche morale».

Riguardo la situazione genrale del lavoro nella nostra Provincia Confartigianato sostiene che «non si può prescindere dallo stigmatizzare che nella realtà di Massa - Carrara manca, nella sostanza, la Politica, quella vera, quella che dovrebbe farsi carico delle questioni socio-economiche e quale supporto rispetto alle istanze delle stesse Imprese, dei giovani e della società nel suo complesso. Non è oltremodo tollerabile, a esempio, che da anni, sia Massa che Carrara, non abbiano ancora definito i loro rispettivi piani urbanistici»

«Certamente, ne siamo consapevoli, vi sono talvolta vincoli e condizionamenti che discendono da disposizioni nazionali e comunitarie, ma vi sono anche scelte da fare che dipendono esclusivamente dai governi locali. Ci si attivi almeno in questi ambiti, evitando di deviare l'attenzione su argomentazioni che non hanno ricadute reali sull'economia». Ed è quello che verrà chiesto ai sindaci.

Vediamo l’analisi del settore vista da Confartigianato.

Rapporti Banche - Imprese

«In un momento in cui tante aziende chiudono per carenza di credito (a fine 2014 hanno chiuso, a Massa - Carrara, 1.273 aziende di cui 44 in stato fallimentare) e con una situazione finanziaria allarmante, in particolare delle imprese dell'artigianato e delle piccole medie imprese, i nostri rappresentanti politici, pare stiano più attenti a garantire un sistema finanziario che scoraggia ogni tipo di iniziative, piuttosto che il tessuto produttivo.

Rileviamo che, con la scusante di essere in linea con le disposizioni europee persiste un'attenzione ai gruppi bancari decisamente eccessiva e forse non meritata, tenuto conto che proprio tale sistema ha abbandonato per primo (e con i maggiori impatti) le nostre imprese e che, progressivamente, si sta allontanando sempre più dai Territori in virtù di ristrutturazioni e logiche che hanno più a che fare con il mondo finanziario che con quello reale. Occorre ripristinare da parte delle banche il sostegno alle imprese nell'ambito di un rapporto basato sulla serietà e la progettualità dell'imprenditore, piuttosto che assumere iniziative finalizzate a loro stesse».

I settori di attività. Il sistema dell'Artigianato e della piccola impresa, nella provincia di Massa Carrara, rappresentativo di oltre 9.000 aziende e di circa 20.000 unità lavorative, è composto da molteplici attività e mestieri. Il comparto, tra i più importanti, è sicuramente quello delle costruzioni comprendente il settore edile e quelli dell'impiantistica.

Attualmente nel comparto operano 3.873 aziende (3.156 edili e 717 impiantisti) da cui discendono 8.247 unità lavorative. Nel 2014 hanno chiuso 275 imprese, di cui 26 impiantisti, determinando un saldo negativo, tra chiusure e aperture di attività, di 58 imprese. Chiudono imprese strutturate e aprono ditte individuali, di cittadini stranieri o di ex dipendenti che hanno perso il lavoro.

La proposta. In questo quadro, tuttavia, il comparto delle costruzioni resta fondamentale per l'economia provinciale anche per la creazione di opportunità occupazionali in ambiti strettamente collegati.Pertanto, dice Confartigianato, da parte della politica e delle amministrazioni deve essere attivato ogni supporto non solo per il mantenimento delle imprese esistenti ma invero per la loro crescita e sviluppo a vantaggio dei fattori economici nel loro complesso. In particolare si chiede 1) valorizzazione del ruolo delle micro e piccole imprese; 2) adozione di criteri di premialità per valorizzare, negli appalti sotto soglia, la modalità a "chilometro zero" puntando sulle aziende locali; 3) dimensionamento in lotti degli appalti in modo da consentire l'effettiva possibilità di partecipazione alle micro e piccole imprese; 4)Risoluzione del problema del ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione; 5)semplificazione delle procedure per la partecipazione e gestione degli appalti pubblici.

Una richiesta di aiuto, proposte e linee di indirizzo per le amministrazioni coimunali (si comincia da quelle lunigianesi) per sostenere le imprese e il lavoro.

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