Il Tirreno

Paci (Cinque Stelle) si dimezza lo stipendio

Paci (Cinque Stelle) si dimezza lo stipendio

Metà del gettone di presenza per consigli comunali e commissioni per aiutare cittadini indigenti

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MASSA. Metà del gettone di presenza per le bollette dei non autosufficienti. È l'iniziativa del consigliere comunale Cinque Stelle, Matteo Paci, a poche settimane dalla “rottura”, almeno politica, con il suo gruppo consiliare. «Paci da oggi non parlerà più a nome del movimento», aveva infatti dichiarato il capogruppo, Riccardo Ricciardi, all'indomani dalla votazione di sfiducia nei suoi confronti da parte dell'assemblea degli attivisti per «incompatibilità con il movimento», invitandolo a dare le sue dimissioni. Che tuttavia non sono mai arrivate. Anzi, Paci adesso ribadisce la sua volontà di restare con uno dei cavalli di battaglia del M5s: la sforbiciata allo stipendio. Lo hanno fatto i deputati regionali in Sicilia, i deputati e i senatori in parlamento e anche i consiglieri regionali in Toscana. E adesso lui. Proprio come se volesse dire “e ora guardiamo chi è più Cinque Stelle”, anche se precisa che le due cose non sono collegate: «È' da almeno tre mesi che ci sto pensando – chiarisce – e che sto provando a mettermi in contatto con i vari uffici per capire se si potesse fare. Adesso so che è permesso, quindi domani protocollerò la richiesta. Questo è uno dei principi cardine del Movimento e dovrebbero farlo tutti».

Il 50% di ogni suo gettone di presenza andrà quindi a finire nella voce di bilancio “contributi economici a indigenti”, che corrisponde ai fondi regionali dedicati a pagare le utenze domestiche a chi è in difficoltà (nel 2014 erano circa 50mila euro). Ogni gettone è di 35 euro lordi. Nel 2014 Paci ha guadagnato circa 4 mila euro; di questi, 2mila euro sarebbero finiti nelle bollette dei cittadini.

«Non sono tanti – spiega il consigliere – Anche perché io non partecipo a tutte le commissioni, che poi è una delle cose che mi contestano alcuni attivisti del M5S. Questo un po' per motivi di lavoro e un po' perché non considero il Comune come un bancomat: certe commissioni sono inutili, vengono convocate per nulla. Quindi non me la sento di prendere il gettone di presenza per riunioni che durano mezzora. In ogni caso – continua – anche se sono pochi, sono sicuro che verranno utilizzati bene, per persone che sono in difficoltà. E sono tante».

Melania Carnevali

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