Il Tirreno

Masso nell’auto ferì due bimbi: tre a processo

di Alessandra Vivoli
Masso nell’auto ferì due bimbi: tre a processo

Il drammatico incidente avvenne vicino a Gragnana, accusati di lesioni colpose i fratelli proprietari del terreno

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CARRARA. Un sasso di oltre trenta chili, dal diametro di quaranta centimetri, che si stacca dalla parete, accanto alla strada, e finisce direttamente dentro la macchina in marcia. Sfondando il finestrino e incastrandosi dentro al sedile posteriore del passeggero, dove viaggiavano due bambini.

Un incubo quello vissuto, nel luglio di cinque anni fa da una madre, e i suoi due bambini che alle otto e venti di sera stavano facendo ritorno a casa, sulla via Provinciale di Gragnana. I piccoli, uno di nove e l’altro di dodici anni, sono rimasti feriti alla testa: per entrambi la prognosi refertata al Pronto soccorso è stata di quindici giorni ciascuno. Ma i bambini hanno dovuto fare i conti con le conseguenze, pesantissime, di questo episodio che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia: soprattutto il più grande ha avuto per anni crisi di panico. E andare in automobile, cosa normale per tutti i bambini, è diventato per un lungo periodo, un vero e proprio incubo.

La vicenda è finita davanti al giudice di pace, Francesca Maggio e sono finiti a processo per lesioni colpose le due sorelle e il fratello proprietari della particella di terreno (la 184) sovrastante la strada, da cui si sarebbe distaccato il masso perché, si legge nel capo di imputazione: “omettevano di realizzare le necessarie opere di mantenimento del suddetto terreno causando il distacco e la caduta sulla via provinciale di Gragnana”.

I tre fratelli sono assistiti dagli avvocati Luca Lattanzi e Alessandro Tavarini: i legali sostengono che non sia possibile identificare con precisione il punto da cui si è distaccato il masso. E che, da una perizia di parte, non sarebbe quello individuato dia tecnici della provincia, ma un muretto a secco, qualche metro più avanti, messo a dura prova dalle continue scorribande dei cinghiali.

E questa linea difensiva è già stata accolta da un altro giudice di Pace, Rino Tortorelli, che ha “cancellato” la sanzione elevata ai tre fratelli per il cattivo mantenimento del terreno.

Nel frattempo proprio la difesa chiama in causa la Provincia: «Perché non basta aver messo sulla strada il cartello di pericolo caduta massi, per ritenersi estranei da ogni responsabilità».

Intanto, ieri mattina dal giudice di pace è stato ascoltato come testimone uno degli agenti della Polizia municipale intervenuto al momento dell’incidente.

Il vigile ha riferito di aver fatto i primi accertamenti al buio e in una zona, quella sovrastante la via Provinciale, molto boscoso. L’agente ha inoltre ricordato che sono intervenuti anche i tecnici della Provincia e sono stati loro ad individuare il lotto del terreno da cui è stata fatta risalire la caduta del masso.

Il processo è stato quindi aggiornato al prossimo 22 febbraio e il giudice ha stabilito di interrompere fino ad allora i termini di prescrizione. Nella prossima udienza verranno sentiti altri tecnici e in particolare il geologo perito della difesa che ha ricostruito la mappa della strada in cui è avvenuto l’incidente e soprattutto individuato la particella in cui si sarebbe verificato il distacco che ha poi avuto conseguenze così pesanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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