Il Tirreno

Il fascino del Medioevo fa il pieno di turisti

di Cristiano Borghini
Il fascino del Medioevo fa il pieno di turisti

Grande successo a Fosdinovo per il week end dedicato alla rievocazione storica Lame, duelli, dame, giocolieri e anche la suggestione del fantasma del castello

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FOSDINOVO. L’antico maniero dei Malaspina ed il suo borgo hanno compiuto un salto nel passato, diventando cornice per una delle rievocazioni storiche più riuscite nel panorama degli eventi lunigianesi. Una festa dedicata al medioevo che per il week end ha popolato il borgo di Fosdinovo riuscendo a creare davvero un’atmosfera di altri tempi che è riuscita, come ogni anni, a conquistare i visitatori e i turisti.

Attraverso un’attenta cura dei dettagli, nei costumi stessi dei figuranti e nella rappresentazione degli antichi mestieri, l’atmosfera si fa davvero suggestiva.

Gli stessi intrattenimenti hanno lo scopo di calare il visitatore nel Medioevo, in questo periodo oscuro per la nostra memoria, ma fulgido per la Lunigiana storica che lo visse come residenza di una delle Signorie più importanti di quell’epoca.

Ed ecco allora che il clangore delle lame e le urla di incitamento risuonano nelle strette vie del borgo, producendo capannelli di curiosi che assistono all’abilità dei maestri d’arme, impegnati in combattimenti con spada e scudo o spada a due mani.

Musici, trampolieri, giocolieri, armigeri, mendicanti, corredano il folto gruppo di figuranti che hanno contribuito a rendere perfette questa due giorni Medievale che ha avuto davvero un grande successo.

Scaturisce sempre grande fascino da queste rievocazione, divenuto uno degli appuntamenti più attesi dagli amanti del genere (e non solo), vuoi perché il Medioevo è un periodo storico ricco di mistero e di grandi punti interrogativi ancora oggi non risolti, dove gli uomini parevano capaci di cose prodigiose e che potevano trascendere dalla natura umana.

E un po’ di mistero aleggia ancora tra le mura del Castello, che ospitano il fantasma di una di coloro che abitarono questa magione. Si tratta della Dama Bianca, ovvero Bianca Maria Aloisia, figlia di Jacopo (Giacomo) Malaspina e Oliva Grimaldi.

La giovane, perdutamente innamorata dello stalliere, venne ostacolata dalla famiglia in quanto indecoroso per la grandezza della Casata. Allontanato il giovane e rinchiusa nel convento, Bianca Maria rifiutò sia di prendere i voti che di abiurare il suo innamorato. Ricondotta al castello fu torturata, ma quando nemmeno questo bastò, per evitare scandali, fu murata viva in una cella, insieme ad un cane, simbolo di fedeltà, e ad un cinghiale, emblema della ribellione.

Insomma una due giorni a contatto con la storia e le suggestioni del Medioevo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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