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Carletto Marconi: «Non corro per l’Unione»

AULLA. Mentre si avvicina il 10 luglio, giornata in cui sarà rinnovato il presidente dell'Unione di Comuni montana della Lunigiana, il sindaco di Bagnone, Carletto Marconi, si chiama fuori dalla...

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AULLA. Mentre si avvicina il 10 luglio, giornata in cui sarà rinnovato il presidente dell'Unione di Comuni montana della Lunigiana, il sindaco di Bagnone, Carletto Marconi, si chiama fuori dalla corsa alla successione di Cesare Leri, sindaco di Comano e segretario provinciale del Partito Democratico, alla guida dell'ente montano. Il tutto mentre all'interno del PD prosegue, secondo i soliti bene informati, il muro contro muro fra i seguaci dell'ex consigliere regionale Loris Rossetti e i renziani.

Infatti, le indiscrezioni degli ultimi giorni parlavano di una salita delle quotazioni per Marconi, anch'esso del PD e forse in grado di costituire un elemento di sintesi e mediazione fra le varie anime dei Dem. Ma è Marconi stesso a smentire: «Il mio nome non è mai uscito da nessuna parte, non sono fra i papabili. In questo momento la nostra preoccupazione principale è lavorare per l'unità del partito e non abbiamo ancora nessun nome da proporre, ma è normale che proporremo un nome condiviso all'interno del PD e che scaturisca dall'alleanza di centro sinistra a livello provinciale».

Ricordiamo che della partita è anche il sindaco di Mulazzo, Claudio Novoa, che fa capo alla componente rossettiana, ma ci sarebbe un problema di incompatibilità con il suo impiego lavorativo alle dipendenze del Gal (Gruppo di Azione Locale) della Lunigiana, società consortile a responsabilità limitata che si occupa della gestione di fondi europei. Il problema, però, per il PD è che sono lontani i tempi in cui esprimeva ben 12 sindaci in Lunigiana, quindi per uscire dall'impasse potrebbe rendersi necessario scendere a patti con le altre forze politiche che esprimono gli altri sindaci attuali: 4 del centro destra, 2 socialisti e uno di Sinistra Ecologia Libertà. Inoltre, i renziani starebbero rilanciando proponendo di mettere sul tavolo della discussione anche la Società della Salute della Lunigiana, con l'idea di nominare anche un nuovo presidente alla SdS Lunigiana, oltre che all'Unione di Comuni, per poi assegnare alle opposizioni le vice presidenze sia dell'Unione che della SdS.

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