Gioco
Caravella ripulita: potrebbe diventare la Versiliana di Marina di Carrara
Amia e carcerati hanno completato l’opera: asportate in due giornate venti tonnellate di sporco e vegetazione
CARRARA. E ora nom c’è più neppure un pezzetto di carta per terra (fino a quando qualche incivile non ce lo ributterà). Hanno raschiato tutto con ruspe e rastrelli: dove prima c’era lo sporco ora c’è la terra battuta, sparite le erbacce sotto la pineta. E la vecchia pista di pattinaggio rivela che, nonostante l’incuria di tanti anni dopo l’abbandono di quell’area, solo in alcuni punti le mattonelle di marmo si sono crepate. Per il resto, se fosse riportata a lucido, la pista dimostrerebbe anche la maestria degli artigiani che misero in posa quei marmi bianchi. Un lavoro di qualità , che ha impedito dagli anni Ottanta a oggi, maggiori rotture del lastricato.
E’ stato come veder riaffiorare dal passato un pezzo di città. La vegetazione copriva le forme del complesso Caravella di cui restano ruderi. Dove c’era il palco per gli spettacoli (lato Sarzana), anni fa venne utilizzato lo spazio per poter realizzare il complesso delle piscine comunali. Ma il resto dell’area attende solo di essere riqualificata.
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Il personale Amia con il direttore Gianenrico Spediacci e un gruppo di carcerati della casa circondariale di Massa, come lo scorso sabato si sono rimboccati le maniche, con una pausa a metà mattina a base di focaccine e dolcetti.
Il lavoro di pulizia è terminato, di più ora non si può fare: sono state asportate nelle due giornate, almeno venti tonnellate di sporco e vegetazione selvaggia. Sono così riaffiorati anche gli scalini in mattoni rossi che digradanti, portavano al semicerchio dove c’era il bar con il jukebox negli anni Sessanta e sucessivamente anche il noleggio dei pattini a rotelle,
L’Amia sta pensando di illuminare la zona, tanto per scoraggiare di notte frequentazioni che potrebbero ricreare discariche di immondizia dove ora c’è tutto pulito. La visione attuale del luogo reso più decoroso, no elimina però il problema del degrado che potrà essere eliminato definitivamente solo quando quell’area sarà riqualificata e resa di nuovo fruibile per la collettività.
Qualcuno dice che, se sarà realizzato anche il progetto Water Front (in attesa della copertura finanziaria), l’area fra viale Colombo, via Rinchiosa e viale Vespucci, potrebbe diventare la location ideale per la Versiliana di Marina. La destinazione d’uso è comunque ludico culturale, a due passi dal mare, sotto al pineta.
Tutto dipende dalla trattativa fra Comune e Demanio per stabilire il prezzo di affitto dell’area. Poi, come ha detto il sindaco Zubbani, occorrerà un progetto di rilancio, l’idea giusta per ricreare quell’atmosfera magica, di richiamo anche turistico, che c’era cinquant’anni fa.
La pulizia dell’area è avvenuta anche grazie al lavoro dei carcerati. Dalla popolazione non sono spuntati volontari. Ma, se non c’era alcun obbligo di aiutare l’Amia, c’è perlomeno da sperare che la gente, chicchessia, non riduca nuovamente quel terreno in una pattumiera.Non è escluso che Amia in futuro, in accordo con il Comune, possa adottare altre aree da strappare al degrado. Quella della Caravella è una delle porte al mare, di un compendio molto più ampio, da via Rinchiosa fino all’altezza della Imm (escluse parti che sono già state oggetto di vendita) sottoposto alla trattativa fra Comune e Demanio. Che, spera il sindaco, possa concludersi entro questo mese.
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