Italia
A 94 anni suona ancora nella banda
Musica che passione: Ovidio Rapalli è clarinettista a Bagnone dall’età di 12 anni
VILLAFRANCA. Ovidio Rapalli ha una sola, grande passione: la musica. È riduttivo chiamarlo hobby perché non è solo un mero svago, un passatempo, ma qualcosa di naturale che nasce da dentro e che lo conduce a perseguire La cosa straordinaria è che, alla veneranda età di 94 anni il signor Ovidio Rapalli continua a fare ardere il sacro fuoco della passione. Il musicista entra a fare parte della Banda Musicale di Bagnone nell’ormai lontano 1932, all’età di 12 anni, come primo clarinetto, strumento che continua a suonare tutt’oggi. Ma il suo supporto non si è limitato solo alla banda di Bagnone, estendendosi nel corso degli anni anche a quelle di Villafranca, Filattiera e Pontremoli. Una passione che non gli è stata trasmessa, ma che nasce spontanea, coltivata poi nel corso degli anni, attraverso lo studio e l’approfondimento degli strumenti, legandosi sempre alla curiosità ed alla voglia di accrescere il suo bagaglio musicale. In virtù di questo spirito, nella sua carriera ha alternato il clarinetto al sax, ha diretto come caporchestra i complessi nelle sale da ballo, presenziando a tutte le manifestazioni folkloristiche del territorio, cercando di trasmettere quella gioia che prova quando suona al pubblico. È stato inoltre insignito di tre medaglie d’oro per la sua sua pluridecennale carriera, seguite da diplomi al merito, l’ultimo arrivato dall’Anbima come diploma d’onore. «Vorrei che la mia carriera facesse da sprone alle nuove generazioni – ci confida Ovidio Rapalli – in modo che possano avvicinarsi ad un mondo fatto di allegria e spensieratezza, ma anche di studio ed impegno. Le bande musicali hanno una grande funzione di socialità, fanno nascere dei rapporti umani bellissimi, come quelli che ho coltivato io nella mia vita, che proseguono e continuano nel corso degli anni. Vorrei che i giovani si facessero trascinare da questa passione, da questo sentimento che nasce quando si suona uno strumento, dalla gioia che si vede dipinta sui volti di chi ascolta, condividendo con il pubblico momenti indelebili di gioia».
Cristiano Borghini
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