Il Tirreno

Trovato morto nel Parmignola

di Alessandra Vivoli
Trovato morto nel Parmignola

L’uomo aveva il volto immerso nell’acqua del torrente quasi a secco: si pensa a un regolamento di conti

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ORTONOVO. Il cadavere di un uomo, con il volto in una pozza d’acqua, lungo il fiume Parmignola che, in questo periodo dell’anno, è ridotto a poco più di un rigagnolo. Il corpo è stato trovato ieri mattina sotto il ponte, accanto alla ferrovia, sulla trafficatissima via Aurelia.

È giallo al confine fra Carrara e Ortonovo: l’uomo (sprovvisto di documenti al momento del ritrovamento) non è morto annegato, solo il capo era dentro l’acqua che in quel tratto il fiume è praticamente a secco. Sul corpo non sono stati rinvenuti segni di colluttazione o ferite. Accanto al cadavere nessun biglietto, nulla che possa far pensare ad un suicidio.

Le ipotesi al vaglio della polizia sono diverse: potrebbe essersi trattato di una caduta accidentale, ma non sono stati trovati sul corpo segni evidenti che giustificherebbero il volo di circa quattro di metri dal livello della strada. Potrebbe essere stato un regolamento di conti: ad avvalorare questa tesi il fatto che l’uomo potrebbe essere stato ucciso, soffocato, con la testa dentro la pozza d’acqua del Parmignola. O addirittura il giovane uomo potrebbe essere stato ucciso in un altro posto e portato poi, di notte, lungo il fiume e abbandonato lì.

L’uomo aveva in tasca trecento euro in contanti e due telefoni cellulari su cui si sta concentrando la polizia: proprio questo potrebbe far propendere a un regolamento di conti legato all’ambiente dello spaccio di sostanze stupefacenti. Ad avvalorare questa ipotesi sarebbe il luogo stesso del ritrovamento: si tratta infatti della sponda sotto il ponte che passa sull’Aurelia. Un luogo non certo frequentato visto che per arrivarci bisogna scendere da un argine assai ripido e scosceso. Si tratta di un luogo, così è emerso anche dalle prime fasi delle indagini condotte anche attraverso l’audizione di gente del posto che era in strada solo per curiosare, di una zona considerata punto di riferimento per lo spaccio di sostanze stupefacenti. Una sorta di crocevia fra Carrara e la Versilia e Spezia in cui, soprattutto la notte avverrebbero traffici strani e pare più volte attenzionati dai residenti delle case limitrofe al luogo dove è stato rinvenuto il cadavere.

Ma partiamo dai fatti. L’allarme lo hanno dato poco dopo le sette di ieri mattina. Un giovane, che stava andando al lavoro in scooter, passando lungo l’Aurelia, sul ponte all’altezza della ditta di marmo Gmp, ha notato un braccio che spuntava da sotto l’argine. C’era un uomo, con la maglietta blu, riverso con la testa completamente dentro l’acqua, ormai privo di vita.

Sono stati immediatamente allertati i soccorsi: sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, l’ambulanza del 118 e la polizia. È stata accertato il decesso dell’uomo e sono cominciate le difficili operazioni di recupero del cadavere. Il magistrato di turno, la dottoressa Alessandra Conforti, ha disposto l’autopsia sulla salma che verrà eseguita nella giornata di oggi. Ieri, solo per girare il corpo dalla posizione in cui era stato ritrovato, con la faccia nell’acqua, è dovuto intervenire, da Spezia, il medico legale: sono stati poi i vigili del fuoco, dopo aver posizionato lungo la parete del fiume una scala, ad occuparsi del recupero della salma.

Molto complessa è stata anche l’identificazione dell’uomo: la polizia ha dovuto basarsi sulle impronte digitali che sono state inviate alla banca dati della scientifica. Prima, naturalmente, è stato accertato che non ci fossero denunce di scomparsa, sia nella provincia apuana che in quella spezzina: ma non è risultato nulla del genere. E così l’identificazione è stata tentata attraverso il rilevamento delle impronte digitali.

Ma fino alla tarda serata di ieri non era stato rinvenuto alcun riscontro fra le impronte dell’uomo (di origine magrebina) e il database della polizia scientifica.

Le indagini proseguiranno quindi anche nella giornata di oggi soprattutto con l’esame dei due telefoni cellulari trovati in possesso dell’uomo e intestati a utenze di ditte straniere su cui si stanno concentrando gli inquirenti.

Nella mattinata di oggi sarà inoltre effettuato l’esame autoptico sul cadavere che, per il momento resta senza nome.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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