Il Tirreno

Ex Mediterraneo, giudice dà ragione al Comune

di Cinzia Carpita
Ex Mediterraneo, giudice dà ragione al Comune

Respinto il ricorso della società che fa capo alla Porto spa. Il sindaco: procediamo per incassare la fidejussione da 800.000 euro. La controparte annuncia reclamo

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CARRARA. Per l’area ex Mediterraneo il Comune può chiedere di escutere, cioè incassare dalla società Mediterraneo di cui è socio unico la Porto di Carrara spa, la fidejussione da 800.000 euro. È arrivato infatti il pronunciamento del giudice Farini, in sede civile, a favore dell’ente locale. Il giudice respingendo il ricorso della società ha di conseguenza revocato il decreto di sospensione della richiesta avanzata dal Comune.

Il decreto è stato notificato alle parti. Il sindaco Angelo Zubbani ha commentato a caldo: «Forti di questo pronunciamento, andremo avanti con la procedura per l’escussione». Nel contenzioso il Comune è stato assistito dal proprio ufficio legale nelle persone degli avvocati Sonia Fantoni e Marina Vannucci, mentre la società Il Mediterraneo srl è assistita dall’avvocato Angelo Ricci che annuncia che verrà presentato reclamo, in pratica un ricorso al collegio del tribunale.

La battaglia quindi non finisce qui.

Ma intanto un punto a favore del Comune.

Nel pronunciamento il giudice ripercorre la vicenda. Il Comune ha chiesto di riscuotere la fidejussione presso la Cassa di risparmio di Carrara in quanto ai fini dell’autorizzazione a realizzare il complesso edilizio dove sorgeva il vecchio albergo mediterraneo a Marina, la società avrebbero dovuto realizzare una serie di interventi, e non li ha fatti. L’impegno riguardava in particolare la riqualificazione di aree verdi, oltre all’adeguamento della sede della polizia municipale di Marina che è l’unico lavoro fatto.

Alcune aree verdi dovevano essere terminate prima dell’ultimazione dei lavori di costruzione, e altre dovevano essere progettate e sottoposte all’esame del Comune entro un termine. Il Comune ha contestato alla società l’inadempienza e quindi chiesto gli 800.000 euro per fare direttamente i lavori quantificati in 921mila euro. La controparte sostiene di non poter fare le opere richieste se il Comune prima non risponde ad una istanza di variante. Ed ha sollevato altre osservazioni. La vicenda è finita sul tavolo del giudice, che il 13 maggio scorso aveva sospeso la questione ordinando al Comune di non proseguire nell’escussione, e alla banca di non pagare la somma.

Si è arrivati al merito dopo che le parti hanno presentato al giudice le proprie argomentazioni. Nel frattempo la Mediterraneo non ha più alcun titolo edilizio per realizzare il complesso alberghiero.

La convenzione stipulata fra le due parti impegnava la società a mantenere per venti anni la destinazione d’uso a struttura ricettiva alberghiera. Ma a complicare i rapporti fra le parti era arrivata la richiesta di una variante per destinazioni residenziali, uffici e studi privati.

Insomma, un braccio di ferro che ha coinvolto la fidejussione sulla quale il giudice ha fatto alcune considerazioni di tipo tecnico.

La Mediterraneo inoltre, aveva chiesto al Comune di riavere indietro circa 500mila euro versati come oneri di urbanizzazione, sostenendo che era ormai decaduto il permesso di costruzione relativo alla convenzione. Ma secondo il giudice la restituzione non è dovuta. Perché pur in assenza di costruzioni (la società ha aperto il cantiere ma non ha edificato ancora nulla), un’area di Marina è stata comunque trasformata, nel senso che sono stati eliminati dei giardini pubblici, abbattute piante, tolte panchine, proprio per realizzare le opere relative al complesso edilizio. Il giudice ritiene che «il parziale adempimento della ricorrente» (lavori alla sede dei vigili urbani) «non incide sull’entità della somma che il Comune ha il diritto di incassare».

E quindi il giudice ha stabilito che il ricorso della società è da respingere. La società deve pagare le spese di lite, 5.000 euro. Il sindaco, a questo punto, fa proseguire la procedura per incassare gli 800mila euro. A meno che la società non decida di fare i lavori che erano previsti. Ma il legale Ricci ha già parlato di reclamo al collegio del tribunale.

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