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CASTELNUOVO MAGRA

Il guru della foto Mc Curry incanta piazza Querciola

Il guru della foto Mc Curry incanta piazza Querciola

Uno degli incontri che a Castelnuovo Magra ricorderanno per un po’ di tempo. La piazza Querciola (ritornata al suo antico splendore così come la Turris Magna) era oltremodo gremita martedì scorso...

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Uno degli incontri che a Castelnuovo Magra ricorderanno per un po’ di tempo. La piazza Querciola (ritornata al suo antico splendore così come la Turris Magna) era oltremodo gremita martedì scorso quando a raccontare la “fotografia” è arrivato il fotoreporter statunitense Steve Mc Curry. Una sorta di icona mondiale della fotografia che, forse, neppure si aspettava tutta quella folla di appassionati che lo ha abbracciato durante la sua “lectio magistralis” castelnovese. E neppure si è atteggiato da star, rimanendo semplice nelle risposte, semplice nei modi di fare, cortese e soddisfatto di una simile accoglienza. L’incontro tra Mc Curry e Castelnuovo Magra, è avvenuto tramite Biba Giacchetti dello studio “Sudest 57” (curatrice della mostra “Icons” dedicata a Elliott Erwitt in corso di svolgimento nelle restaurate sale della torre) e il sindaco Daniele Montebello, appassionato di fotografia ma anche molto deciso nella sua voglia di portare a Castelnuovo Magra il meglio della fotografia mondiale.

«E in effetti dopo Erwitt c’è una mezza speranza di avere una personale proprio di Mc Curry per il 2016». Daniele Montebello ha capito che il fotoreporter ha ormai un legame con il borgo, ha capito la genuinità del posto e la sincertià della passione dei tanti che lo hanno accolto. Genuinità è la parola che spesso ripete per descrivere la sua “fotografia”, il suo modo di concepirla. «Quando fotografo cerco la genuinità e se le persone avvertono questo è facile entrare in sintonia». Così sarà stato per i tanti volti immortalati dal fotoreporter della Magnum in giro per il mondo, tra le guerre e i grandi mutamenti che hanno cambiato il pianeta. E così sarà stato quando Mc Curry ha incontrato Sharbat Gula, meglio nota come la “Ragazza afgana”, nel campo profughi di Peshawar nel 1984 in Pakistan.

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