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Ponticello commemora la strage nazista

Ponticello commemora la strage nazista

Il 3 luglio del 1944 le SS fucilarono per rappresaglia cinque abitanti della piccola frazione filattierese

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FILATTIERA. L’amministrazione comunale commemorerà domani a Ponticello il 71.o anniversario dell’eccidio nazista, oltre ad allestire un convegno (alle 21,30) per ricordare non solo questa, ma tutte le stragi che sono disseminate sul comprensorio lunigianese, durante il quale verrà indidicato il vincitore della 13.a Borsa di studio “I giorni della memoria”. Un concorso a cui hanno partecipato gli alunni della terza media locale, che hanno redatto un componimento sul tema del secondo conflitto mondiale. Il dibattito inizierà dopo la Messa delle 20 e la deposizione della corona. Gli interventi in programma, oltre ai saluti della prima cittadina Annalisa Folloni, saranno di Paolo Bissoli che racconterà le vicende che condussero al rastrellamento e alla fucilazione delle cinque vittime; concluderà la serata la presentazione del libro di Luigi Leonardi “La strage nazifascista di Vinca”.

Ecco cosa accadde settantuno anni fa. Il 2 Luglio 1944 un episodio terribile inorridì l’intera comunità di Ponticello, già assediata dalla paura del conflitto che giungeva al suo culmine, proprio in quell’anno, per la ferocia e la mancanza di umanità. Le popolazioni della Lunigiana in quel periodo erano in balìa delle barbarie perpetrate dai tedeschi, una popolazione che da alleato diventa nemico e controllata con il pugno di ferro. Secondo quanto compare nelle cronache e nelle testimonianze a scatenare l’ondata punitiva sulla piccola località lunigianese sarebbe stata l’uccisione e il ferimento di due soldati tedeschi. In seguito all’imboscata alle truppe tedesche, vennero avviati una serie di perquisizioni casa per casa alla ricerca di possibili collaborazioni con le milizie partigiani o per lo meno stanare chi avesse sparato. La formula della rappresaglia divenne il modus operandi tedesco sul suolo italiano, mai in alcun altro conflitto si sono utilizzati i civili come forma deterrente contro la guerriglia operata dai partigiani. Vittime scelte a caso, strappate dalle proprie case e dalle proprie famiglie.

A pagare per tutti fuorno cinque persone: Vincenzo e Giovanni Sardella (rispettivamente 38 e 32 anni); Enrico Angella (36); Francesco Angella (49) e Leopoldo Mori (56). Furono portati al comando tedesco di Scorcetoli e interrogati nel pomeriggio e condannati a morte, senza prove, nella notte stessa. Fucilati la mattina seguente sul piazzale della chiesa di Ponticello, di fronte a una folla costretta ad assistere all’esecuzione. I loro cadaveri furono esposti, da monito, appesi a un albero sotto il sole torrido, con una domanda ancora composta sui loro visi: perché?

Cristiano Borghini

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