Il Tirreno

Marmo, sciopero lunedì 6: sindacati e Cobas compatti

di Cinzia Chiappini
Marmo, sciopero lunedì 6: sindacati e Cobas compatti

Carrara, oltre al blocco delle attività in cava e al piano è previsto un corteo dalla sede di Assindustria per arrivare in centro città

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CARRARA. Cobas e Confederali hanno trovato l’accordo: lunedì 6 luglio sarà sciopero unitario del settore lapideo con tanto di corteo dalla sede dell’Associazione industriali fino al centro città’. «Se non ci saranno incontri la lotta continuerà» scrivono invitando i commercianti ad aderire alla protesta.

I lavoratori del marmo ritrovano l’unità e si preparano a uno sciopero provinciale, per tutto il settore, di 24 ore: la mobilitazione è stata convocata da Fillea-Cgil, Feneal-Uil Filca-Clsl e Cobas per la giornata di lunedì quando, dopo il volantinaggio al piano e al monte alle prime luci dell’alba, alle 9 dalla sede dell’Associazione Industriali di viale XX Settembre si snoderà un corteo che approderà in centro città, in piazza Due Giugno.

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Oggetto della mobilitazione, come da ormai due mesi a questa parte, il rinnovo del contratto integrativo del marmo: visti i «profitti da nababbo» delle aziende del settore, i sindacati avevano chiesto un aumento di 15 euro sull’indennità di presenza mentre le associazioni datoriali si erano dette disposte a concederne solo 2, facendo così saltare il tavolo delle trattative. Sono seguite tre giornate di mobilitazione, qualche tensione tra Cobas e Confederali e nessuna “convicazione” da Assindustria: e così - dopo l’assemblea dei lavoratori che giovedì scorso aveva chiesto uno sciopero immediato, unitario e a oltranza – martedì sera dalla riunione tra i rappresentanti dei sindacati confederali e quelli di base è arrivata la fumata bianca sulle modalità della protesta.

«Scaturisce la rabbia per le resistenze degli imprenditori di un settore che sta andando bene, pensando che forse le vere motivazioni delle associazioni datoriali sono altre, ovvero la legge regionale sul riordino delle cave e l'approvazione del piano paesaggistico. Ma può essere questo il tema di confronto nel contratto integrativo? Oppure i destinatari dello scontro sono l'amministrazione comunale e la Regione Toscana…» scrivono i sindacati, lasciando intendere che nella guerra tra enti e aziende sulle regole del settore, le vere vittime sono i “cavatori” a cui viene negato l’aumento in busta paga.

Un motivo in più per scendere in piazza dunque: lunedì 6 luglio sarà quindi sciopero generale di tutto il settore del marmo per 24 ore, convocato in modo unitario con tanto di corteo lungo Viale XX settembre e arrivo in Piazza 2 Giugno. L’asticella della protesta è destinata però ad alzarsi rispetto alle iniziative precedenti: sì perché i sindacati annunciano che «nel caso non ci fossero incontri e accordi, la lotta deve continuare», accogliendo di fatto la proposta dei lavoratori di uno “sciopero a oltranza”.

La speranza è quella di coinvolgere tutta la città, dalla politica ai lavoratori: i sindacati sottolineano infatti di aver «appreso con soddisfazione la non indifferente presa di posizione del sindaco», garantiscono di non voler «creare disagio ai cittadini» e lanciano un appello affinché «i commercianti della città e tutti quelli che operano nel settore, autotrasportatori inclusi» diano il loro apporto alla manifestazione.

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