Attenzione
Frana killer al Mirteto: «La colpa è della vittima»
Per il geologo consulente della difesa i lavori del Comune non c’entrano a provocare il disastro fu la rottura della tubazione costruita dai Manfredi
MASSA. Le opere realizzate dal Comune di Massa per contenere la frana del 2009 “non hanno colpa”. La causa della frana killer che ha travolto e ucciso Aldo Manfredi ha altre cause: una naturale, la pioggia torrenziale di quella notte; l’altra generata dalla mano dell’uomo. Cioèdalla tubatura in pvc costruita dai Manfredi che doveva convogliare le acque della vigna na e che invece si è rotta provocando lo scalzamento del terreno e l’innesco della frana. È, in sintesi, il senso della relazione esposta ieri mattina in tribunale dal geologo Andrea Piccinini, chiamato come consulente di parte dall’avvocato Gian Marco Rava, difensore del geometra del Comune di Massa Carlo Mariani, a ricostruire la tragedia della notte fra il 21 ottobre e il primo novembre sulle colline di Mirteto.
La novità è la video-ricostruzione finale mostrata dal geologo al termine della sua deposizione fiume davanti ai giudici, a fare la differenza la pelle. La grafica dell’animazione è scarna: Aldro Manfredi, la vittima, è un puntino rosso, l’acqua che scende una traccia azzurra. L’immagine è però ugualmente d’impatto: si vede – in modo schematico ma eloquente – il tubo che si apre, l’acqua che defluisce fuori, la massa di terra e fango (di colore marrone) che si muove e scende verso valle.
Proprio mentre il puntino rosso sale la scalinata per andare a vedere che sta succedendo.
«La vittima viene investita da una massa di 230 metri cubi di fango che scende alla velocità di 40 chilometri l’ora. La frana dura 14 secondi esatti, i nostri calcoli ci dicono che Manfredi aveva non più di 2 secondi per mettersi in salvo. Troppo pochi per chiunque», dice il dottor Piccinini.
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