Il Tirreno

Consiglio comunale bloccato: la protesta della minoranza

di Cinzia Chiappini

«Appena c’è un tema importante da affrontare la maggioranza fa mancare il numero legale: così non va»

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CARRARA. Dopo l’ennesimo consiglio comunale interrotto per mancanza di numero legale gli esponenti dell’opposizione tornano all’attacco. «La maggioranza lascia l’aula in modo strategico, questo mina la democrazia». La replica di Roberta Crudeli, capogruppo del Pd: «Ce ne siamo andati perche’ un cittadino ha mancato di rispetto al sindaco». Lo scontro tra maggioranza e opposizione esce dalla sala consiliare e prosegue anche ad assise conclusa. Secondo gli esponenti della minoranza i consiglieri che sostengono l’amministrazione organizzerebbero «uscite strumentali dall’aula» per impedire «il dibattito su alcuni temi particolarmente scottanti», arrecando così un grave danno alla democrazia: l’attacco arriva da Claudia Bienaimè (Carrara Bene Comune), Francesco De Pasquale (M5S) e Maria Elena Musetti (Fi- Ncd Uniti per Carrara ) a seguito dell’ennesima seduta interrotta per mancanza di numero legale. Martedì infatti il consiglio comunale è stato sciolto dopo la decisione della maggioranza di abbandonare l’aula: «Siamo usciti perché il signor Massimiliano Confalonieri che aveva chiesto di parlare è stato tutto il tempo girato di schiena, dando le spalle ai consiglieri e all’amministrazione. Per avere rispetto bisogna innanzitutto portarlo» ha spiegato Roberta Crudeli, capogruppo del Pd.

Diversa, ovviamente l’interpretazione dei rappresentanti della minoranza: «Confalonieri aspetta una risposta da 16 anni, vi sembra democrazia questa?» ha polemizzato De Pasquale ricordando che il plurialluvionato residente di via Casalina attende da anni l’attuazione dell’ordinanza di demolizione del muro abusivo che, a ogni pioggia intensa, provoca l’allagamento della sua e di altre abitazioni. «La maggioranza lascia l’aula in modo strumentale, quella di martedì non è stata la prima volta, dall’alluvione a oggi raramente siamo riusciti a discutere interpellanze e mozioni.

E’ un’offesa alla città e alla democrazia» conferma Maria Elena Musetti, ricordando che la lunga lista di “argomenti” non discussi spazia dalla ex Montecatini al marmo, passando per decoro urbano e la sicurezza. Solo nel corso dell’ultima seduta avrebbero dovuto essere dibattute 8 interrogazioni, 5 mozioni e 2 ordini del giorno: «Erano tutte indirizzate al sindaco a conferma del fatto che ormai la giunta è stata azzerata. Al di là di questo però, non è giusto che il primo cittadino se ne sia andato, perché è stato un atteggiamento poco democratico: aveva detto che avrebbe risposto alla violenza con la democrazia, ma così evidentemente non è» ha attaccato ancora De Pasquale. Ma la minoranza protesta anche per l’intervento del segretario comunale Pietro Leoncini rispetto alla votazione sulla variante urbanistica per il Ponte della Bugia: nella commissione competente era mancato il numero legale e così la variante è arrivata in assise senza il parere dei commissari.

Il segretario ha sancito che nonostante questa “lacuna”, il consiglio poteva procedere comunque alla votazione: «Questo parere mi convince poco, mi rivolgerò al Difensore civico della Regione è una sospensione della democrazia» ribadisce Claudia Bienaimè spiegando che le commissioni servono per approfondire i temi e dare così all’assise la possibilità di esprimere votazioni “motivate”.

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