Il Tirreno

«Lei poteva essere salvata?»

Dubbi della sorella di Franca Franceschi anche dopo la relazione del tecnico della procura

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CARRARA. La partigiana Franca Franceschi, vice presidente dell’Anpi, nello scorso febbraio è morta improvvisamente a 73 anni dopo essere stata portata al Pronto soccorso per u n malessere. La famiglia ha presentato una denuncia in Procura per capire se poteva essere fatto qualcosa per salvare la loro cara.

Il sostituto procuratore Rossella Soffio ha aperto un fascicolo contro ignoti, e la famiglia, come sottolineò riguardo all’esposto il legale che la assiste, l'avvocato Vittorio Briganti, non vuole accusare nessuno, ma solo fare chiarezza.

Ora la sorella della defunta, Rosella Franceschi, scrive al direttore generale dell’Asl per esprimere i propri dubbi, che permangono anche dopo l’arrivo della relazione tecnica del medico legale che ha eseguito l’autopsia.

«Al consulente tecnico nominato dalla Procura della Repubblica veniva chiesto: "la causa della morte",se l'intervento medico posto in essere sulla paziente sia stato conforme alle regole dell'ars medica e se i trattamenti terapeutici posti in essere fossero idonei ed efficaci rispetto alla progressione della malattia "; e se una eventuale colpa professionale si ponga in nesso di causalità con l'evento morte. Io non contesto – dice Rosella Franceschi l'operato del consulente», ma ritiene che non sia stato tenuto conto della storia medica passata e recente della persona viva. Da quanto racconta la sorella della defunta, secondo il Consulente il decesso si è verificato «probabilmente, per quanto risulta dagli accertamenti necroscopici, non per il progredire di per sé della patologia respiratoria a tipo bronchite, quanto per il verificarsi di una irreversibile insufficienza cardio-respiratoria legata alle alterazioni dell'emodinamica provocate nel tempo dalle citate valvulopatie».

La donna aggiunge: «Il consulente scrive che le insufficienze vascolari possono non dare sintomi per anni», «ma il fisico di Franca – dice la sorella Rosella – aveva dato molti segni che stava accadendo qualcosa». Secondo la signora Rosella potevano essere fatti ulteriori accertamenti dopo il trasporto in ospedale. E ipotizza una serie di possibili patologie, che secondo lei «non sono state ricercate».

«Riposa in pace mia cara ed amata sorella. Morta ancora nel fiore degli anni per gli interessi che avevi. Donna viva, intelligente, colta. Avevi tante passioni. Tanti amici».

La signora Rosella vorrebbe risposte ai suoi dubbi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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