La manifestazione
Crisi a Carrara, il sindaco: vado avanti, se volete sfiduciarmi fatelo
Zubbani studia la nuova giunta e sfida l'opposizione. Pd spaccato e confuso
CARRARA. «Se l’opposizione ritiene di riproporre la mozione di sfiducia (ci vogliono dieci firme) lo faccia... E poi vedremo...». Il sindaco Angelo Zubbani lancia un messaggio trasversale in consiglio comunale, sbirciando anche verso i banchi della maggioranza dove una parte del Pd intende proseguire la legislatura e una parte (più Scattina uscito dalla maggioranza e che ora fa gruppo a sè) chiede l’azzeramento della giunta.
Un consiglio comunale, quello di ieri mattina, con brontolii e polemiche continue dal pubblico, e dove il sindaco ha esordito dicendo di avere avuto rassicurazioni dalla maggioranza per dare attuazione ai punti programmatici. «Sto lavorando per ricomporre la giunta, ma per ora non sono in condizioni di sciogliere la riserva sui nomi. Rassicuro che l’attività amministrativa va avanti, con la Regione ci sono approfondimenti sul Carrione per il progetto definitivo di messa in sicurezza, la stagione culturale procede, non è la situazione ideale per lavorare ma entro breve ci sarà riassetto della giunta». Quindi la volontà di proseguire è stata confermata in consiglio comunale, ma con una “sfida” a chi vorrebbe chiudere in anticipo la legislatura.
La frattura nel Pd si è manifestata: Simonetta Corsi ha detto che dai segnali che arrivano dalla città, per un rinnovamento, alle dimissioni del vice sindaco (Pd) Andrea Vannucci, ci sono in sostanza elementi per chiedere l’azzeramento della giunta. «Non è una questione personale nei confronti del sindaco, ma ce lo chiede la città».
Il consigliere Giuseppe Bergitto (Carrara futura) si è allineato alla Corsi. Ma la capogruppo Pd, Roberta Crudeli, scura in volto (come la Corsi seduta una scranno più sotto) è stata perentoria: «Questa amministrazione deve andare avanti. No ad azzeramenti. La posizione della Corsi è personale, non corrisponde a quella della maggioranza del partito e del gruppo». Il Pd dovrà vedersela al proprio interno. Al di fuori del consiglio arriva una nota dell'area Bugliani del Pd (rappresentata in consiglio comunale da Simonetta Corsi) che «ribadisce che l'azzeramento della giunta è stato chiesto con senso di responsabilità e consapevolezza per dare un segnale concreto di discontinuita e di rinnovamento in funzione del risultato elettorale acquisito. La scelta è maturata dall'esigenza di un cambio di metodo e di contenuti (e non di poltrone) nell'amministrazione comunale come da programma elettorale».
In quanto all’opposizione, in consiglio comunale il 5 Stelle Matteo Martinelli è stato severo: «Non è cambiando le persone che si cambia l’attività amministrativa. Da otto anni errori evidenti. Ed evidente la sfiducia della popolazione. Chi si vuole smarcare firmi la mozione di sfiducia già fatta dalle forze di opposizione».
Anche per Claudia Bienaimé (Carrara bene comune) è inutile azzerare la giunta, «si vada alle elezioni». E guardando i banchi della maggioranza (assenti Poletti e Barattini) invita a firmare la sfiducia.
E dalla maggioranza arriva invece la fiducia al sindaco: quella dei socialisti con il capogruppo Leonardo Buselli, affinché siano rimpiazzati i due assessori dimissionari e vengano ridistribuite le deleghe. «Possiamo portare a termine gli impegni per la città». Enrico Isoppi per il Pri rinnova la fiducia al sindaco, «ma valuti lui se continuare», purchè – dice - si porti avanti il programma politico. Per Giuseppe Scattina che è uscito dalla maggioranza, la giunta «è arrivata al capolinea».
Parlano poi i due vice presidenti del consiglio: Luciano Tonarelli (Carrara futura) e Lanmarco Laquidara (Ncd): il primo dice avanti tutta, il secondo ricorda la richiesta di dimissioni della giunta: «Ma se la maggioranza va avanti, metta a fuoco obiettivi precisi e li attui, e negli assessorati vacanti siano messe persone di alta affidabilità».
Parla Zubbani: «Capisco il senso politico degli interventi dell’opposizione, non nascondo le difficoltà della maggioranza ma c’è la possibilità di andare avanti, per risolvere problemi urgenti. Noi siamo qui per le regole della democrazia, gli elettori si sono espressi nel 2012, e ci sono le condizioni per proseguire». In quanto alla mozione di sfiducia ha lanciato il sasso nello stagno. Ma ha anche avvisato che c’è un appuntamento importante, quello del bilancio di previsione 2015: «E’ l’atto politico più importante, la bozza è stata adottata dalla giunta e andrà nelle commissioni».
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