Sicurezza
Canoni del marmo, aliquote approvate
Il sindaco sul nodo del valore medio di mercato: saremo pronti dal 2016, i ricorsi non ci fermano
CARRARA. Il consiglio comunale ha approvato a maggioranza (astenuti tre dell’opposizione: Bienaimé, Laquidara e Musetti; mentre De Pasquale e Martinelli dei 5 Stelle si erano seduti fra il pubblico e non hanno votato) i canoni del marmo, prendendo atto di quanto disposto dalla norma regionale: il contributo regionale che dovranno versare le imprese sarà del 10 per cento sul valore medio del marmo estratto, e il canone comunale sarà il 5%. Il tetto massimo consentito di prelievo è del 15%.
Ma il nodo riguarda come stabilire il valore medio del marmo ai fini del gettito: problema sollevato da Scattina, Martinelli, Laquidara.
Il sindaco ha risposto, replicando prima di tutto alla consigliera Bienaimé e respingendo al mittente le critiche: «Partiamo dal fatturato 2014. In consiglio portiamo i canoni per poter riscuotere. Applicando la delibera potremo avere un maggiore introito da inserire poi a bilancio. Smentisco quanto sostiene nelle sue le valutazioni la Bienaimé, che sia solo per far quadrare i conti. Il 10% del canone regionale lo pagheranno anche i beni estimati, e per il Comune l’aliquota del 5% è la massima che si poteva applicare». Sul valore medio di mercato del marmo escavato, il sindaco dic e che la questione dovrà tornare in consiglio. «Da gennaio 2012 abbiamo cercato di aumentare i canoni, e ora abbiamo 25 ricorsi al Tar e 11 in tribunale».
E siccome gli accordi pregressi scadono, il sindaco è stato perentorio: dal primo gennaio 2016 le cose cambieranno. «In questi sei mesi ci prepareremo per essere pronti dal 2016 e blindati sui valori che applicheremo dal prossimo anno, senza farci condizionare dai ricorsi. D’altro canto c’è stato un disimpegno delle aziende rispetto a Marmotec, a oggi non ci sono comportamenti per sperare su un patto sociale sul marmo. L’osservatorio sui prezzi non c’è e andrà fatto, ma sarà difficile entro dicembre. In altri distretti non ci sono buoni esempi, di riferimenti tariffari su prodotti simili al nostro marmo».
«In attesa del regolamento degli agri marmiferi e del pronunciamento della Corte costituzionale (sulla legge regionale impugnata dal governo per i beni estimati, ndr.) - ha concluso il sindaco - vedremo fin dove ci si potrà spingere».(c.car.)
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