La manifestazione
«Un’unica Asl di costa»
De Lauretis da domani assumerà il ruolo di commissario, vice Del Maso
MASSA CARRARA. Sei mesi: dal primo luglio al primo gennaio 2016. E' in questo breve arco di tempo che la sanità locale verrà traghettata verso il nuovo servizio sanitario regionale, voluto dal governatore Enrico Rossi e dall'ex assessore al diritto alla salute, Luigi Marroni.
Quello della fusione delle attuali dodici Asl in tre macro aziende sanitarie, una per ciascuna area vasta: Toscana Nord Ovest, dove confluiranno le Asl di Massa Carrara, Versilia, Lucca, Pisa, Livorno, Toscana Sud Est (Siena, Arezzo, Grosseto), Toscana Centro (Firenze, Prato, Pistoia, Empoli). E a manovrare il nostro barcone, ossia l'aziendona del Nord Ovest, sarà proprio l'attuale direttrice generale dell'Asl apuana, Maria Teresa De Lauretis, nominata direttamente dal presidente della giunta regionale.
A partire dal primo luglio infatti decadranno i direttori generali, amministrativi, sanitari e dei servizi sociali delle aziende sanitarie territoriali. Le dodici Asl verranno quindi commissariate, con un commissario unico per ciascuna Area vasta, e in ciascuna delle dodici Asl rimarrà un vice commissario, scelto fra i direttori più anziani, che si avvarrà di professionisti del servizio sanitario regionale.
A Massa Carrara, il vice della De Lauretis commissario, sarà Maurizio Dal Maso, direttore sanitario, il quale eserciterà le funzioni di gestione ordinaria dell'azienda sanitaria locale. Con il 2016 dovranno essere pronte tre macro aziende, ciascuna con un direttore di Area vasta. A Maria Teresa De Lauretis spetterà quindi il compito di curare il processo di fusione aziendale e il progetto di riorganizzazione dei servizi sanitari delle cinque Asl toscane «promuovendo interventi di semplificazione dei processi – si legge nel testo della legge regionale, la 28 del 2015 - razionalizzazione delle risorse e riassetto dell'organizzazione del personale».
«Si partirà con il riassetto dell'aria amministrativa e tecnica e si continuerà con la riorganizzazione della filiera sanitaria», fa sapere la direttrice generale dell'Asl durante una conferenza stampa in cui sono stati illustrati i dettagli di questa metamorfosi.
Anche se, di dettagli, in realtà, per il momento ce ne sono ben pochi. È in questi sei mesi, infatti, che verrà fatto il censimento dei beni patrimoniali, che poi costituiranno la base della nuova contabilità, calcolati gli esuberi nel personale, approntata una contabilità unica, come un unico sistema informatico. Non si sa ancora quindi quale sarà la sede centrale, che ne sarà degli immobili, dove verrà tagliato il personale.
Si sa solamente che la nuova azienda avrà un bilancio di 2 miliardi di euro e, in tutto, 13 mila dipendenti. Una sforbiciata al personale sarà quindi inevitabile. Quanti? Chi? Come? Ancora presto per dirlo. «Stiamo valutando l'opportunità di prepensionamenti permessi dalla legge Fornero - fa sapere la De Lauretis – ma garantiamo che i servizi verranno mantenuti, anzi sarà alzata la qualità».
Insieme al percorso di riorganizzazione dovrà essere riscritta la legge regionale 28 del 2015, che andrà a sostituire la 40 del 2005 che disciplina il sistema sanitario regionale. «Nei prossimi sei mesi tutto il sistema cercherà di coinvolgere gli operatori sanitari in un'operazione di consultazione – chiosa la direttrice sanitaria - cioè sia i dipartimenti interaziendali che la legge dovranno essere portati alla discussione degli operatori e dei cittadini. Inizia adesso la seconda parte del progetto, dove vengono gettate le basi dopo l'idea».
E intanto, in questa ristrutturazione aziendale dai grandi numeri ma ancora da costruire nei dettagli, si inserisce per la nostra provincia l’arrivo dell’ospedale unico in viale Mattei.
I collaudi della struttura sono in corso da marzo e termineranno il 15 settembre quando comincerà il delicato valzer dei trasferimenti dei reparti dagli ospedali di Massa e Carrara. Il fatto che siano due gli ospedali in realtà è un vantaggio perchè permette maggiori sicurezze. Il tutto verrà completato entro il 15 novembre: due mesi soli per ripartire con un grande complesso nuovo e tutto da scoprire ma che, assicurano gli esperti, garantira standard qualitativi di intervento superiori a quelli attuali. Ed è quello che ai cittadini interessa.
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