Il Tirreno

Carrarese iscritta, ma Buffon è solo

di Fabrizio Palagi
Carrarese iscritta, ma Buffon è solo

Il patron vuole abbandonare la squadra ma trapela il suo rammarico per il disinteresse dimostrato dall’imprenditoria

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CARRARA. Tanto tuonò che...non piovve.

Ma quanta fatica e quale amarezza per l’attuale nocchiero del club sportivo che da oltre un secolo è attivo all’ombra delle Apuane.

La Carrarese sarà iscritta oggi, ultimo giorno utile, al campionato di Lega Pro edizione 2015-16.

La sofferta decisione è state presa ieri dal patron gialloazzurro, Gigi Buffon, che, secondo fonti a lui vicine, non si è sentito in grado di abbandonare a un buio futuro la sua società.

Buffon è però ancora solo al comando della Carrarese Calcio 1908, dato che nessun imprenditore locale, e non, ha raccolto il suo invito a dare una mano, dopo i cinque anni di dirigenza, di cui tre in assoluta solitudine, da lui trascorsi nella società gialloazzurra.

Un ulteriore sforzo, dunque, per il portierone della Juventus e della Nazionale, per non far sparire (o quasi) la Carrarese dall’universo professionistico italiano. Infatti, in caso di mancata iscrizione, la società di Piazza Vittorio Veneto sarebbe finita in Eccellenza se non in Promozione.

La giornata odierna segnerà dunque una nuova tappa del lunghissimo cammino che la Carrarese ha intrapreso fin dagli albori della sua esistenza. Un percorso irto di soddisfazioni alternate a sofferenze, un tragitto in agrodolce, peraltro come per tutti i club sportivi, e che proseguirà ancora grazie al cuore del Gigi nazionale che, di fronte a tante porte sbarrate, ha spalancato a spallate un portone, regalando così un nuovo campionato ai sostenitori della Carrarese, da oltre un mese alla finestra con apprensione, dopo l’annuncio dato dallo stesso patron a fine maggio.

«Sono rimasto solo e non intendo più accollarmi un simile fardello in una città il cui tessuto imprenditoriale volta le spalle a chi si prodiga per mantenere vivo uno dei patrimoni del territorio».

Gigi Buffon non ha mai detto apertamente questa frase, ma, usando il linguaggio a lui consono e con lo stile che lo contraddistingue, lo aveva fatto chiaramente intendere, concedendo un mese di tempo a chi, si sperava, avrebbe potuto scendere in campo per affiancarlo.

Non chiedeva molto, il numero uno della Juve: gli sarebbe bastato un minimo segnale per incoraggiarlo a tirare dritto ancora per un po’ e magari allestire una squadra in grado di regalare qualche soddisfazione in più (o o qualche patema d’animo in meno) a coloro i quali seguono le sorti della prima squadra calcistica della città.

Così non è però stato. Buffon ne ha preso atto e, dopo serie valutazioni, ascoltando molto la voce del cuore e un po’ meno quella del commercialista, ha deciso di iscrivere la squadra alla Lega Pro, campionato duro e selettivo durante il quale gli sbagli si pagano cari.

Buffon rischia ancora e sempre da solo.

Non ha mai voluto rilasciare dichiarazioni dirette, a parte il comunicato di fine maggio rivolto alle agenzie di stampa.

Non ha mai commentato direttamente il mancato sostegno richiesto in punta di piedi al mondo dell’imprenditoria (a parte il rafforzamente dell’asta dei blocchi, gesto già notevole e da apprezzare). Ha invece risposto con i fatti. Ancora una volta. E salvato la Carrarese.

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