Il Tirreno

Millenarie e belle le statue stele brillano al castello del Piagnaro

di Riccardo Sordi
Millenarie e belle le statue stele brillano al castello del Piagnaro

Pontremoli, taglio del nastro per il rinnovato museo nel castello

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PONTREMOLI. «Oggi è un giorno di festa, per il popolo delle Stele, per Pontremoli, per la Lunigiana tutta».

Il saluto rivolto dal sindaco Lucia Baracchini, alla tantissime persone presenti nella spianata del Castello del Piagnaro, per l’apertura del rinnovato museo delle Statue stele era la palese dimostrazione della soddisfazione per il raggiungimento di un risultato atteso da tempo. Un risultato di grande livello per un museo trasformato, grazie a cinque anni di lavori costati 3 milioni di euro, ma che ha mantenuto intatto il fascino di un museo che raddoppiato negli spazi espositivi anche grazie allo sfruttamento della manica sud del castello, rimasta chiusa per secoli, sembra davvero un altro museo, ma dell’antico (nato nel 1975 dall’intuizione di Cesare Augusto Ambrosi) ha mantenuto tutto l’incanto.

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E del resto, quasi a suggellare questo rinnovamento nel solco della tradizione, erano presenti le figlie di Ambrosi e di Tiziano Mannoni, due figure fondamentali per la storia del Museo e per la diffusione della conoscenza delle Stele oltre l’ambito degli specialisti. Un taglio del nastro che ha mostrato tutte le potenzialità della nuova struttura che porta la firma dell’architetto Guido Canali che ha realizzato «un’opera d’arte nell’arte» come sottolineato dal sindaco. Un’inaugurazione a cui erano presenti il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, Angelo Ghiretti, direttore del museo Statue stele lunigianesi, Marco Carminati giornalista responsabile delle pagine d’arte dell’inserto culturale “Domenica del Sole 24 ore” e tanti altri tra amministratori, addetti ai lavori e appassionati.

Le sale espositive si ripropongono di far vivere al pubblico un’esperienza immersa nella magia delle Statue stele con la possibilità di sfiorare i reperti. La visita al museo è preceduta da un filmato che illustra i temi principali delle caratteristiche dei reperti. Così preparato, il pubblico è pronto a immergersi nel viaggio vero e proprio, attraverso uno degli ambienti più suggestivi del rinnovato museo, un lungo corridoio al piano terreno, completamente recuperato e caratterizzato da un’ampia manica medievale rimasta intatta nei secoli, in cui sono state disposte la maggior parte delle stele del gruppo A e B, ovvero quelle più antiche.

Al primo piano (nell’area del “vecchio” museo), invece, sono ospitate le stele più recenti (quelle cioè classificate come gruppo C), oltre al materiale multimediale, ai video e a sale di approfondimento dedicate ai luoghi dei ritrovamenti delle statue stele in Lunigiana.

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