La protesta
Maria Lombardi: subito finiti i tempi di Je suis Charlie
AULLA. Maria Grazia Lombardi, del gruppo consiliare di opposizione “Idee in Comune”, torna sul caso degli striscioni di protesta appesi e subito rimossi davanti alle scuole nei container. «I fatti...
AULLA. Maria Grazia Lombardi, del gruppo consiliare di opposizione “Idee in Comune”, torna sul caso degli striscioni di protesta appesi e subito rimossi davanti alle scuole nei container.
«I fatti accaduti giovedì scorso - afferma Lombardi - riguardanti la presenza di striscioni e manifesti, affissi presso i container delle scuole aullesi, riportanti il disincanto e la rabbia di persone che non accettano più che bambini e ragazzi possano stare nelle aule box o che non gradiscono più di essere ingannati, ci inducono a delle riflessioni. Perché un sindaco manda i suoi dipendenti e collaboratori politici a rimuovere una lecita libertà di espressione, resa esplicita da poche, chiare, inoffensive parole? A gennaio tutti eravamo "Je suis Charlie" e si proclamava la libertà di pensiero, di parola, di stampa con qualsiasi strumento di espressione. Questo va bene, tranne quando si dissente il potere di qualcuno. Ad Aulla il dissenso è tacciato, parimenti a tutti gli estremismi».
E così prosegue Maria Grazia Lombardi: «Un sindaco che non ha nulla da temere, di fronte a questi particolari comunicati, che esprimono il disagio e le speranze disattese di tante famiglie, avrebbe dovuto sedersi accanto ai genitori presenti e accettare, con umiltà, la triste realtà delle scuole di Aulla. Invece il nostro sindaco Magnani continua a nascondere sotto il tappeto enormi problematiche amministrative, sperando che tutti i cittadini osservino un imperativo silenzio. Impone di togliere i segni del dissenso, anche se innocui espressioni di libertà di manifestazione, contraddicendo per l'ennesima volta quanto dichiarato in campagna elettorale, in tema di "Fattibilità" di programma e di Ascolto della cittadinanza. Probabilmente, assieme ai suoi collaboratori, ci preparerà una apprezzabile Notte Bianca, con il mio personale auspicio di una partecipazione oceanica, per dare ossigeno a tutto il commercio cittadino, ma mi chiedo anche: la città di Aulla ha bisogno solo di questo?».
E la conclusione: «Cosa certa: non si anestetizza la volontà dei cittadini di pensare liberamente e in maniera consapevole con ridondanti feste». (f.p.)
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