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Strade sporche e tanti rifiuti, a pulire ci pensano i detenuti

MASSA. Partirà lunedì - dopo la firma del protocollo di intesa del 19 giugno tra Anci (associazione nazionale comuni italiani) e dipartimento amministrazione penitenziaria del Ministero della...

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MASSA. Partirà lunedì - dopo la firma del protocollo di intesa del 19 giugno tra Anci (associazione nazionale comuni italiani) e dipartimento amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia - la convenzione tra la Casa di Reclusione di Massa, il Comune e l’Asmiu che prevede il coinvolgimento di alcuni detenuti nei lavori per i servizi di igiene urbana. L’iniziativa - finanziata dal Comune - durerà fino a fine anno e non si esclude che possa proseguire anche nei mesi futuri.

Quest’anno la convenzione riguarderà dieci detenuti - quattro in più rispetto all’anno passato - di cui tre in prova al servizio sociale. Tutti hanno frequentato precedentemente una giornata formativa presso l’Asmiu.

«Sono stati selezionati prima di tutto secondo il loro percorso all’interno della struttura, analizzando il contesto da cui provenivano e la loro personalità - puntualizza la direttrice dell’Istituto penitenziario massese Maria Martone - ma è stata decisiva ai fini della scelta anche la sensibilità che ognuno di loro ha mostrato verso il tema. Frutto di questa sensibilità e dell’impegno è stato l’ottimo lavoro svolto l’anno passato. Il tema peraltro è molto caro alla struttura carceraria visti i corsi di orientamento per la raccolta differenziata promossi nel 2014».

Entrando nei dettagli tecnici Federico Orlandi, amministratore unico di Asmiu, spiega che i dieci nuovi operatori saranno coadiuvati dal personale dell’azienda apuana e saranno divisi in squadre.

«Lavoreranno 30 ore settimanali, dal lunedì al sabato - continua Orlandi - e andranno ad operare (raccolta rifiuti e pulizia stradale) nelle aree meno curate per motivi logistici e di carenza del personale ed inoltre in quelle zone in cui l’estate porta un afflusso maggiore di persone: insomma - conclude Orlandi - come è stato fatto l’anno precedente».

Un servizio ai cittadini, dunque, realizzato tramite un’opera di sensibilizzazione sia ambientale, sia sociale, che rientra in un processo di rieducazione, riscatto, solidarietà e - sintetizza la dottoressa Martone - di «restituzione sociale e pubblica utilità che dovrebbe essere prerogativa politica per garantire un futuro a chi uscirà dal carcere».

Non è la prima volta d’altronde che il Comune di Massa collabora con l’istituto e frutto di questa collaborazione «è stato il progetto teatrale ed in futuro lo sarà quello con il Cai (club alpino)che coinvolgerà altri detenuti», sottolinea l’assessore Mauro Fiori che conclude assieme alla direttrice auspicando che questa armonia tra le due istituzioni possa fare del “re-inserimento” dei detenuti nella società una questione centrale nell’opinione pubblica e che includa utilità sociale, integrazione ed esperienza lavorativa, nonostante la crisi economica.

Luca Barbieri

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